Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 12 dicembre 2012

Racconto a puntate: Il commissario Bacone e il bombolone di Moebius (I)



... eppure sembra una macchina indistruttibile...
Giuro che io non avrei mai voluto scrivere un racconto del genere, con questo protagonista e questa storia. Ma voi non potete sapere come sono convincenti certe persone!
Eccovi la storia. Era cominciato da un paio di mesi il geniale 2MM dell'altrettanto geniale Alessandro Girola, a cui dovevo partecipare anch'io, quando ricevo una telefonata molto semplice e sbrigativa: un uomo dall'accento russo mi intimava gentilmente di rivedere la mia adesione al round robin e di dedicarmi, invece, a scrivere qualcosa di cui lui mi avrebbe fornito, via via, le coordinate. Io provai a dire che non scrivo a comando. Ma la sua risposta fu che lui sapeva dove tengo le tessere delle raccolte punti del supermarket e del benzinaro!* Vigliacchi!
A questo punto non potevo tirarmi indietro. Chiesi solamente di sapere almeno il motivo e lui mi rispose che se avessi letto anche solo un paio di puntate di 2MM avrei capito che c'era qualcuno che non ci faceva una gran bella figura. Aggiunse solo che il racconto sarebbe dovuto essere pubblicato a partire dal giorno dopo la conclusione del romanzone supereroistico. E chiuse.
Una vendetta! Avrei dovuto essere il loro strumento, io umile e sconosciuto scribacchino contro un'armata di geniali e noti scrittori! Ma di fronte alle mie tessere di raccolta-punti...
E così iniziò tutto: nottate (doveva essere un lavoro fatto in gran segreto) passate a scrivere, inviare file e ricevere risposte con i punti da correggere e le linee da seguire. E ora che 2MM è trionfalmente concluso, inizia quest'altra avventura. (Ma io non volevo, lo giuro!).
Perciò ecco a voi la prima puntata di... 


IL COMMISSARIO BACONE
E IL BOMBOLONE DI MOEBIUS


Personaggi
Francesco Bacone: commissario
Nino Geremicca:   agente
Alex Girola:          blogger e scrittore
Cristina Riccione: fotografa, compagna di Alex

*** (Ringrazio l'amico Alex per avermi permesso di utilizzare il suo nome per il personaggio di questa storia e, soprattutto, di avermi concesso di saccheggiare lo scenario del suo bellissimo racconto Il treno di Moebius)


Era una notte buia e tempestosa e, porca miseria, non era il tempo adatto per un guasto all’auto.
Un uomo tarchiato, con un Superpippo sanguinolento sulla maglietta, e una donna alta, con tacchi da 12, scesero dalla Rexton. Lui aprì il cofano.
“Non ci capisco niente di motori” ammise mestamente l’uomo.
“Non guardare me” rispose la donna. "Non sono stata io a dire che queste macchine sono le più resistenti e affidabili al mondo" ribadì, mettendosi a braccia conserte, come quando le donne decidono di avere ragione.
E intanto continuava a piovere a dirotto.

*****

Bacone capì subito che la voce di Geremicca dall’altra parte del telefono non preannunciava niente di buono.
Ma non poteva mai e poi mai immaginare fino a che punto.
“Commissario, c’è una chiamata. Hanno trovato una macchina abbandonata in mezzo alle risaie.”
“Dove?” prese qualche speranza Bacone.
Geremicca fece il nome di un paese.
“Ma noi non c’entriamo niente! Quella zona è sotto Mortara!”
“No, commissario. Ha chiamato proprio il commissariato di Mortara, girandoci questa segnalazione, perché anche se per poche centinaia di metri il posto è nella nostra giurisdizione.”
“Evvabbene, Geremì, di che si tratta?”
Geremicca cominciò a riassumere:
“Due contadini, un padre e un figlio, uno 75 anni e l’altro 48, perché sono andato a controllarmi i nominativi, questa mattina andando a lavoro nella loro risaia hanno visto un’auto abbandonata… “
“No aspetta: come fanno a sapere che è abbandonata? Magari è di qualcuno che… ma perché non vieni qua che parliamo di persona?”
“E chi resta al centralino?”
“Anche qui c’è il telefono col centralino… . E comunque è un ordine agente Geremicca! Nel mio ufficio!” A volte era l’unico modo per schiodarlo dalla sua postazione.
Pochi istanti dopo Nino Geremicca era sulla soglia dell’ufficio del commissario. Magro come uno spillo, era impeccabile nella sua divisa d’ordinanza. Anche dopo otto ore di lavoro, con qualsiasi grado di temperatura e umidità, l’agente siciliano pareva essere appena uscito da casa al mattino. Gli abiti sempre in ordine, stirati alla perfezione e i baffetti senza un pelo fuori posto, sicuramente passati col gel come i capelli.
“Mi posso permettere?” stava chiedendo senza azzardarsi a mettere piede nella stanza.
“Ti ho chiamato per parlare, non per fare l’amore a distanza come Romeo e Giulietta! Entra e siediti!”
Geremicca entrò senza produrre il minimo rumore: sembrava camminare volando. Quindi sedette sulla poltroncina davanti al commissario col busto perfettamente immobile ed eretto; Bacone si era sempre chiesto se qualcosa nella vita avesse mai potuto smuovere la flemmaticità del suo agente.
Quando Geremicca si fu seduto, Bacone disse:
“Allora, ricominciamo da capo.”
“Dunque, hanno chiamato dal commissariato di… “
“Sì, questo me lo hai già detto… che poi voglio proprio controllare se davvero il posto è nostro o loro…, comunque eravamo arrivati alla macchina scomparsa e ti avevo chiesto come fanno a stabilire che è veramente un’auto abbandonata o è stata lasciata solo per qualche ora.”
“Dunque, il padre e il figlio, come dissi prima, di 75 e 48 anni… “
“Geremicca, voglio i fatti non le quisquilie! Come fanno a sapere… “
“Certamente, commissario. Quell’auto, una… aspetti che prendo l’appunto che mi sono scritto… “ e tirò fuori dalla tasca della giacca un biglietto debitamente piegato “… una Ssangyong” compitò a fatica “Rexton… ah, Ssangyong è scritto con due esse iniziali… del 2010 targata KA001BU era già lì la sera prima, una sera di pioggia torrenziale. Infatti i due, tornando da un controllo al canale di allagamento delle risaie, l’avevano notata e si erano chiesti dove potevano essere andati gli occupanti con quel tempaccio. Quando stamattina hanno ritrovato l’auto ancora lì, si sono preoccupati e hanno chiamato la polizia. Perciò… “
“Ok, il resto lo sappiamo. E la targa? Hai controllato a chi appartiene l’auto?”
“No, veramente ancora non ero arrivato a quel punto. Sa, ho dovuto controllare le identità dei due, il luogo, eventuali segnalazioni di… ”
“Va bene chiederò a Bellagamba di farlo.”
Si fece passare da Geremicca il foglietto con gli estremi della targa e chiese per telefono a Bellagamba di risalire al proprietario. Quand’ebbe chiuso la conversazione, continuò:
“ E ora chi ci mandiamo a controllare?”
Geremicca rimase in silenzio abbassando lo sguardo a fissare il pavimento.
“Perché quella faccia?
“Eh, chi ci mandiamo… ”
“Appunto! Chi ci mandiamo per un controllo? Bellagamba?”
“Bellagamba ha la sciatica, commissario.”
“Ah, Gennaro ha la sciatica. E se ci mandassimo Conci, che ne dici: l’impeccabile Conci in mezzo al fango delle risaie!” e gli occhi del commissario ridevano, ma anche un po’ la bocca stava prendendo una certa piega.
“L’ispettore Conci è in trasferta a Sharm el Sheik per quel corso di aggiornamento, come lei saprà certamente, visto che lei stesso l’ha approvato.”
“Il corso di aggiornamento a Sharm el Sheik… sì certo… che io ho approvato…“ e a Bacone tornò in mente la telefonata del vicequestore Pomelari. “Va bene. Chi ci resta? La Garrone! Potremo mandare lei.”
“Da sola! Una donna per un sopralluogo in un pantano!" sussultò quasi indignato. Poi, come volendosi scusare per lo scatto... “come giustamente ha suggerito lei…”
“Ma è pur sempre un poliziotto!” interruppe il commissario. “Maschio o femmina è sempre un tutore dell’ordine. Potrebbe andare con Giusy Monaco; le due amichette avranno sicuramente qualcosa da cinguettarsi nel tragitto.”
“Commissario, in questo momento, mi permetto di farglielo osservare, solo lei potrebbe andare per un controllo.”
Bacone pensò che in fondo Geremicca aveva ragione. Per un motivo o per l’altro lui era l’unico che poteva andare a dare un’occhiata a questa benedetta auto abbandonata. Che poi, cos'era un'auto abbandonata? In un'oretta avrebbe sbrigato la cosa.
“Hai ragione, porterò comunque qualcuno con me. Andiamo?”
Geremicca sembrò saltare sulla sedia.
“Come andiamo?”
“Andiamo! Io e te adesso andiamo a fare il sopralluogo!”
“Io!? Ma chi resterà al telefono? Non posso lasciare sguarnita la postazione!”
“Non ti preoccupare, ci sarà Bellagamba. Anche se ha la sciatica penso che riuscirà a stare seduto per un paio d’ore su una sedia!”
Prese il telefono e ricompose il numero di Bellagamba.
“Gennà, allora, io e Nino…”
“Alessandro Girola, nato a M. il 26 novembre 1975, di professione... c'era una parola che mi sono scritto... aspettate... bloggere... non ho capito bene...”
“E chi sarebbe questo Alessandro Girola eccetera eccetera?”
“L’intestatario dell’auto a cui corrisponde la targa che mi avete chiesto di controllare!”
“Ah, sì, l’auto! Grazie. Ti volevo dire che io e Nino dobbiamo andare a fare il sopralluogo per quell’auto, così ho pensato che tu potresti prendere il posto di Geremicca per un paio d’ore, il tempo che noi andiamo e torniamo.”
“E Nino che dice?”
“Come che dice?”
“È d'accordo?”
“Veramente dovrei esser io d'accordo, comunque Nino ti cede volentieri il posto, vero Geremicca?”
Naturalmente Bellagamba non poteva vedere l'espressione sconcertata del siciliano; e comunque non insistette oltre.
Bene, commissario, vado subito. La relazione su questo Girola cosa faccio, ve la lascio sulla scrivania? ci sarebbe qualche piccolo particolare interessante riguardante cose che va scrivendo…
Sì, Gennà, poi me la leggo quando torno.
Bacone chiuse la comunicazione e rimase a guardare Geremicca, che stava fissando un punto sul tavolo davanti a lui.
Su su, non è poi la fine del mondo. Mica te lo mangia il telefono!
Geremicca alzò gli occhi su Bacone.
Non è il telefono, commissario, è che non sono attrezzato.
Attrezzato per cosa? Dobbiamo solo andare a ispezionare questa macchina e fare un giro là attorno.
E appunto! Con tutta l'acqua che è venuta giù, chissà quanto fango c'è! E io ho le scarpe basse e la divisa buona!
Ma dai, Nino! si spazientì Bacone. "Forza, prendi quello che ti serve e muoviamoci e così dicendo si alzò e indossò il loden.
Geremicca uscì senza fiatare e si fece trovare pronto vicino al portone d'uscita.
Mi raccomando, Gennà. Ti lascio in mano il posto di Nino! celiò Bacone "Lo vogliamo trovare così com'è al ritorno, vero? e si rivolse a Geremicca, che guardò Bellagamba, e poi disse a sua volta, preoccupato:
Mi raccomando. Sai tutto quello che c'è da fare?
Chi c'era seduto a questa sedia, davanti a questo centralino quando sei arrivato qua? Chi è che ti ha insegnato a fare funzionare tutti 'sti aggeggi? E poi che sarà? Tra un'oretta sarete di ritorno, è solo una passeggiata.
Dai, Nino, a parte gli scherzi, non la fare lunga! Andiamo, ha ragione Gennaro: è solo una passeggiata!
Eppure Bacone si sbagliava, eccome se si sbagliava!

TIM


---------
* questa è spudoratamente rubata a Woody Allen, ma non ho resistito!

2 commenti:

  1. Alessandro Girola personaggio?
    Ma cos'è un tuo modo per farti perdonare per non aver partecipato a 2MM? Lol
    Scherzavo, finora è divertente la prima parte.

    RispondiElimina
  2. In verità quando iniziai a scrivere questa storia ero ancora tra quelli che... . Solo subito prima dell'estate ho "rinunciato a satana e a tutte le sue pompe" (in senso biblico, eh!), quindi non dovevo farmi perdonare (ancora) niente. Son contento che ti sia piaciuto, almeno fin qui!

    RispondiElimina

fatti sentire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...