martedì 29 aprile 2014

Simone il Mago e i moderni ciarlatani

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Dicevo qualche giorno fa che nella Bibbia troviamo tutte le risposte alle domande vere che la vita ci pone. La vita personale e quella comunitaria. Perciò, facendo anche seguito al post di sabato scorso sui falsi profeti, ho pensato di interrogarla sull'argomento. E ho trovato questo passo (Atti degli Apostoli 8,9-24) conosciuto anche come la storia di Simon Mago.

V'era da tempo in città un tale di nome Simone, dedito alla magia, il quale mandava in visibilio la popolazione di Samaria, spacciandosi per un gran personaggio. A lui aderivano tutti, piccoli e grandi, esclamando: «Questi è la potenza di Dio, quella che è chiamata Grande». Gli davano ascolto, perché per molto tempo li aveva fatti strabiliare con le sue magie.

Siamo a Samaria, una cittadina a pochi chilometri da Sichem, capitale della Samaria, una regione di, potremo dire con linguaggio moderno, sanguemisto, cioè ebrei tornati dall'esilio a Babilonia e popoli di altre razze e religioni che si erano sistemati lì quando gli ebrei erano stati cacciati. Ecco perché nei vangeli quando si parla dei Samaritani gli ebrei ortodossi storcono il muso. Provate solo a pensare al racconto di Gesù nella famosa parabola del buon samaritano: un samaritano era l'unico buono tra tutti gli ebrei! Orrore!
A Samaria, dicevo, quando arrivò Filippo mandato dalla comunità di Gerusalemme per l'evangelizzazione, c'era un certo Simone che era dedito alla magia. 
Non dobbiamo pensare ad un signore che tirava conigli fuori dal cappello, ma a un personaggio come ce n'era diversi in Palestina. Derivavano dai Magi, sì, proprio come quelli della stella cometa, che erano studiosi di filosofia, astronomia, medicina ecc. Più tardi, molti degenerarono divenendo quello che il nostro testo ci dice di loro: avventurieri che speculavano sulla credulità pubblica, pretendendo di conoscere i misteri delle scienze occulte, degli astrologi, degli esorcisti, degl'indovini, degl'interpreti di sogni; insomma una sorta di stregoni.
Se ci pensiamo, di quanti che leggiamo in rete potremmo dire lo stesso? Quanti filosofeggiano mischiando diavolo e acqua santa, centri energetici e sogni angelici, scritture sacre e psicanalisi?
Attenzione, pero! Perché proprio qui sta la discriminante! Nella figura di Simone, il Mago.
Quest'uomo aveva un grande seguito, tanta gente assisteva ai suoi "spettacoli" e probabilmente faceva anche dei veri e propri miracoli (o almeno così apparivano). Era preso molto in considerazione da tutti e, naturalmente, ci guadagnava, tanto che questo era il suo mestiere.
Finché un giorno... non arrivò Filippo.

Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare. Anche Simone credette, fu battezzato e non si staccava più da Filippo. Era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano.

Simone incontra Filippo, anche lui come i suoi compaesani si converte, accetta il battesimo e diventa un suo stretto seguace. Anche perché: era fuori di sé nel vedere i segni e i grandi prodigi che avvenivano. Ciò che colpisce Simone (pur dovendo ammettere la sua buona fede iniziale) sono i prodigi, i miracoli che i cristiani compivano nel nome del Signore: quelle persone facevano cose strabilianti davvero, e non per guadagnarsi da vivere, ma per amore. E così ci troviamo davanti a persone, come Simone, che compivano prodigi o almeno cose strabilianti in nome proprio; e persone che le compivano ma in nome di Dio.
Riflettiamo su questo: anche chi non è del Signore può compire a modo suo, miracoli e prodigi...

Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni.
Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.

Non interessa in questo momento a noi ragionare sulla differenza tra ricevere il battesimo e/o lo Spirito Santo, sulla prassi della comunità primitiva e quella delle chiese attuali. Ci interessa sapere solo che Filippo era andato ad annunziare la Buona Novella e che, una volta che i samaritani aveva accolto il Signore, alcuni fra gli Apostoli che erano a Gerusalemme vanno a pregare con loro perché lo Spirito Santo inondi la loro anima dei Suoi doni. Il segno che lo Spirito prendeva possesso di questi uomini e di queste donne era l'imposizione delle mani da parte di Pietro e Giovanni.
Anche Simone vede e partecipa a questa che per lui fino a poco tempo prima sarebbe stata una messinscena; con la sua eloquenza, i suoi gesti misurati e studiati, anche lui in fondo avrebbe potuto farlo. Perciò, va da Pietro e Giovanni, che ai suoi occhi sono dei maghi forse anche più forti di lui e...
Simone, vedendo che lo Spirito veniva conferito con l'imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo».

Quando si va da un maestro umano, bisogna pagare per imparare, e lui era disposto a tutto pur di acquisire questi nuovi poteri.

Ma Pietro gli rispose: «Il tuo denaro vada con te in perdizione, perché hai osato pensare di acquistare con denaro il dono di Dio. Non v'è parte né sorte alcuna per te in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Pentiti dunque di questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonato questo pensiero. Ti vedo infatti chiuso in fiele amaro e in lacci d'iniquità». Rispose Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto»
È lotta eterna tra angeli e demoni, bene e male...
Siamo alla giusta e comprensibile conclusione: Pietro scaccia l'uomo perché capisce che in lui non abita la vera fede, il suo cuore non è retto davanti a Dio: il danaro non può comprare i doni dello Spirito. Tuttavia presso Dio c'è sempre un nuova possibilità, anche per chi, come Simone, si era lasciato prendere dai lacci del demonio che, forse, fino a quel momento aveva sempre servito seppur inconsapevolmente. Pietro gli dice che vede la sua anima chiusa in fiele amaro cioè nel veleno. Il testo originale dice "fiele di amaritudine": gli ebrei pensavano che il veleno nel serpente si trovasse nel fiele, mentre "di amaritudine" era il modo per esprimere un'idea superlativa. Pietro, insomma, vedeva Simone come completamente avvelenato dal male e stretto nei lacci del male, prigioniero. Diremo, con linguagio nostro: Simone era un peccatore, un grande peccatore, incapace di sciogliersi da ciò che lo legava alla terra per andare verso Dio.
Alla fine Simone pare riscattarsi in qualche modo: si dichiara indegno persino di pregare per il proprio peccato e chiede che sia la comunità a intercedere per lui.
Anche qui ci sarebbero da fare diverse osservazioni, ma non rientra nel mio intento in questo momento.
Cosa ci insegna la storia di Simone il Mago?
Anzitutto che anche il maligno sa fare i miracoli! Che anche chi agisce non in nome di Dio, ma del suo nemico, fa prodigi, incanta col suo parlare, ha schiere di persone che lo seguono e lo osannano. Ecco perché all'inizio ho lanciato quella frase sibillina lasciata in sospeso: "Quanti filosofeggiano mischiando diavolo e acqua santa, centri energetici e sogni angelici, scritture sacre e psicanalisi?"
Io sono fermamente convinto che qualsiasi cosa serva all'uomo per la sua crescita interiore e la sua maturità spirituale, è ben venuta: psicologia, medicine alternative, spiritualità di qualsiasi provenienza, medianicità, contattismo, espressioni artistiche di quasiasi tipo. Ne avete altre? Mettetecele!
Ma l'asino casca, come suol dirsi, quando tutto ciò viene fatto (esclusivamente!) per un tornaconto personale di potere e/o economico.
Ribatto ciò che ho sempre affermato: è giusto che, se qualcuno ha un dono e decide di metterlo al servizio degli altri, ha diritto a qualcosa in cambio. E visto che oggi non esiste più il baratto e si usa regolarmente il danaro, questo può essere usato per compensare per il servizio ricevuto. Ma deve essere qualcosa fatto col cuore, non richiesto. Come dice il Vangelo: l'operaio ha diritto al suo nutrimento (Mt 10,10) e chi decide di dedicarsi totalmente a questo, ha diritto a poter vivere del proprio "lavoro": è un operaio del Signore. Il danaro che io offro non è il pagamento di una parcella professionale, ma il modo per dimostrare all'altro che ho gradito il suo dono, che gli sono riconoscente e voglio pareggiare i conti con lui. Perciò anche un caffè al bar, una cena in trattoria, l'ospitarlo qualche giorno in casa, può essere un modo per dire: grazie!
Forse questo modo di essere e di agire segna lo spartiacque tra il Simone dell'inizio storia, con quello della conclusione. E può aiutare noi a capire quando abbiamo davanti un ciarlatano (se non un inviato del maligno!) e quando invece un'anima bella che Dio usa per elargire i suoi doni.

Juan Segundo 

6 commenti:

  1. Grandioso e dettagliatissimo esempio di come è facile cadere se si seguono le apparenze e non il discernimento, la ragione ci fa credere , ma a valutare e dare il giusto consiglio è solo il cuore, lo spiritismo, la magia, il mentalismo, sono spesso confusi con il dono delle spirito santo e bisogna davvero prestare attenzione, grazie juan per un altro interessante spunto di riflessione.

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    1. Grazie per il commento! noi abbiamo tutti gli strumenti per poter discernere tra ciò che viene da Dio e ciò che non viene da Lui, ma spesso siamo portati fuori strada dalla mancanza di impegno che mettiamo nelle opere dello Spirito. E questo fa male sia a noi sia alle persone che magari aspettano proprio da noi una parola di chiarezza. Se magari poi volessi firmarti, in modo da far sapere chi sei... Grazie ancora!

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  2. Questo tuo articolo,Juan, potrebbe essere punto di riflessione e condivisione per ore intere e ti ringrazio profondamente per la pubblicazione. Oggi, come non mai, assistiamo alla crescita prorompente di un mondo parallelo, in cui sembra che ognuno, abbia riscontrato in sé un qualche dono o talento tenuto nascosto per anni e che d' un tratto si sia risvegliato. Migliaia di persone scoprono un' infinita gamma di tecniche energetiche che non si limitano ad imparare e praticare per osservare sé stesse ed il proprio cambiamento, ma che si ha fretta di mettere a disposizione di altri, creando centri olistici sempre più numerosi, associazioni, divenendo i profeti che apportano chissà quali verità. Nascono ogni giorno nuovi canali che parlano con i mondi invisibili, diffondono messaggi personali. Insomma un sacco di cose. E le persone,sempre più assetate di questi nuovi paradigmi, sono disposte a mettere sempre più mano al portafoglio per partecipare a corsi e seminari per "apprendisti stregoni". Nel mio lavoro sento sempre più spesso di questo, ma riporto fedelmente le parole di un grande studioso dell'esoterismo nonché professore di riflessologia plantare di cui ho avuto l' onore di essere allieva.
    "l'energia é neutra ed ognuno di noi la riceve dall'alto e dal basso, ma se passa attraverso un contenitore pieno di letame, porterà all'esterno l'odore dello stesso".
    Questo esempio é, secondo me, molto esaustivo per chi ha predisposizione all'ascolto. Io credo fermamente che ogni persona che oggi segue l' esempio di Simon Mago, non abbia la consapevolezza di star commettendo un errore,ma sia convinto di agire per il massimo bene. Per esperienza personale ho sentito spesso queste persone dire che si fanno pagare secondo il valore che si riconoscono, poiché farsi pagare poco sarebbe non riconoscere il proprio valore. Non hanno ben chiaro come funzioni, non comprendono che il loro ego chiede il proprio nutrimento,ma non ha nulla a che fare con il cuore. L'illusione, é ancora molto radicata nelle menti della gente la quale stenta a trovare dentro sé la forza di produrre i propri miracoli non comprendendo che, assumendo la responsabilità della propria vita, ogni canale viene aperto perché lo spirito si manifesti. I maghi esistono poiché esistono le persone che danno loro energia,lì alimentano. Difficile é seguire un percorso in cui chi ti guida non si prende cura di te,ma lascia che lo strumento che ti viene messo a disposizione, sia tu a scegliere come usarlo. Poiché Gesù mai si prese cura di alcuno,ma portò il proprio esempio di uomo in contatto prefetto con la creazione.
    Laura

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    1. Se noi siamo parte dell'Uno Cosmico, ne siamo una scintilla, una minuscola particella in attesa di ricongiungersi al Tutto, allora tutto è stato già scritto, ogni strada è stata già tracciata. Quel che dobbiamo fare è solo scavare nei pozzi della sapienza antica o trovare traccia della verità in quella odierna, che esiste perché esiste l'uomo che ne è, spesso inconsapevolmente, portatore. È vero quel che scrivi: ognuno di noi deve trovare quella scintilla in sé da solo, e l'altro, l'operatore, ha solo una funzione "maieutica" come direbbe il buon Socrate! Simon Mago è l'esempio di chi si pone da solo davanti alla vita e pensa di aver trovate alcune risposte. Solo quando viene circondato da un gruppo, una comunità, comprende l'errore e chiede che gli altri gli siano d'aiuto per raggiungere la meta. Grazie del tuo intervento, Laura!

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  3. L'eventuale richiesta di denaro è il primo segnale per capire quando abbiamo di fronte un millantatore, ma talvolta non puntano ai soldi, gli basta avere seguaci e acquisire potere (altra tipica brama umana).
    Credo che Simone simboleggi appunto l'uomo che vorrebbe essere potente e per riuscirci sarebbe disposto a usare i poteri di Dio, come se fossero al servizio dell'ambizione umana.
    Equivoco in cui cadono molti (perfettamente simbolica la scena di un romanzo di Voltaire in cui due eserciti contemporaneamente pregano Dio perché gli conceda la vittoria... come se la volontà divina si mettesse al servizio dei sogni di grandezza umani).

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    1. sì, quando comincia a circolare troppo denaro, le cose inziano anche a puzzare. Il post si riferiva anche ad un certo... sottobosco di gente di pessima fama che abita nelle regioni di chi si occupa di medicina alternativa, che parla di contattismo, mentalismo e cose del genere; pensa un po' anche solo a tutti i libri sugli angeli che vengono editi all'anno! e di come più di qualcuno, dietro i libri (che poi scopri che sono un semplice copiaincolla di altri testi) crea tutto un mondo di siti, gadget, conferenze, comparsate TV, che di sostanza non ha niente.

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