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Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 2 aprile 2012

Venere Privata, di Giorgio Scerbanenco

Duca Lamberti non è molte cose.
Non è un poliziotto. Ma è figlio di poliziotto e amico di poliziotti.
Non è più un medico. Radiazione dall'albo e tre anni di galera per avere aiutato una vecchia signora a finire di soffrire dandole l'eutanasia.
Non è un cinico, ma uno che guarda in faccia la realtà e si commuove, ci rimette del suo, se c'è bisogno. Ma quando ci vuole è cattivo, fin nel midollo; violento, fino alla fisicità. Se ad un cattivo tu lettore vorresti dare un calcio nello stomaco mentre è a terra, stai certo che Duca Lamberti glielo darà, prova solo a girare la pagina che hai sott'occhio.
Duca non è un titolo nobiliare, ma il suo vero nome (chissà dove l'autore è andato a scovarlo).
Duca Lamberti. Il personaggio creato da Giorgio Scerbanenco negli anni '60, forse il primo personaggio noir italiano (io sono sono esperto di queste cose). E questo Venere privata è il primo libro della serie.
Purtroppo Scerbanenco ci ha potuto regalare solo quattro romanzi con protagonista Duca Lamberti, essendo morto nel 1969 a soli 3 anni dalla pubblicazione di questo Venere privataTraditori di tuttiI ragazzi del massacro e I milanesi ammazzano al sabato. Ma queste quattro perle hanno dato la stura ad un mondo milanese sotterraneo fatto di verità scomode, personaggi eccellenti, realtà per niente rassicuranti, che nessuno aveva avuto il coraggio di presentare. E, come ho detto prima, è stato probabilmente l'iniziatore del giallo noir italiano.
Ma veniamo al romanzo, partendo dalla trama.
Duca Lamberti è appena uscito di galera e, anche grazie alle vecchie amicizie del padre in questura , gli viene affidato l'incarico di vincere l'alcolismo di Luca Auseri, figlio di un grosso imprenditore brianzolo. Lamberti capisce che il problema di Luca non è tanto l'alcolismo in sé, quanto il fatto che egli si ritiene colpevole per la morte (suicidio o omicidio?) di Alberta Radaelli, prostituta conosciuta un anno prima e che lui ha respinto nel momento in cui lei, spaventata, chiedeva il suo aiuto. E da qui la storia prosegue.
Chi cerca in un libro di Scerbanenco una trama poliziesca, una scrittura serrata, colpi di scena ad hoc, i classici ingredienti di un libro giallo insomma, rimane deluso. I suoi personaggi vivono una vita reale che più reale non si può (ma senza scadere nel trash da grande fratello di certi pseudo romanzi da strada) e Lamberti si sente a suo agio sia quando deve cambiare i pannolini alla nipotina sia quando deve assestare un calcio dove lui sa (è pur sempre un medico!) ad un pappone. Il poliziesco che si trova in queste pagine è quello che vuole scoprire la cattiveria e l'arroganza della gente, non tanto quello che vuole fare giustizia delle singole persone; come a dire: si condanna il peccato, non il peccatore. Anche i cattivi di questo romanzo vivono prima di tutto una storia quotidiana di morte e possibile redenzione; la filosofa/sociologa Livia Ussaro si prostituisce, ma solo per una ricerca sul campo; Davide Auseri beve, in fondo, per dimenticare.
È affascinate le scrittura di Scerbanenco, talmente accattivante che non vedi l'ora di girare la pagina anche se per tre paragrafi non è successo niente. Tanto è vero che ho letto le sue 250 pagine in 5 giorni, e tenendo conto che è stato il libro da comodino, cioè da lettura prima della nanna.
Molto interessante, in calce al volume, la riproposizione di uno scritto autobiografico dell'autore, del 1966, dal titolo Io, Vladimir Scerbanenco, dove, a modo suo, racconta episodi della propria vita dalla nascita in Russia fino all'arrivo della celebrità. Importantissimo per comprendere lo Scerbanenco scrittore, oltre che uomo.
Per tutte queste cose Scerbanenco e il suo Duca Lamberti mi piacciono e questo Venere privata non ha fatto che ampliare la stima che ho dei due.
In conclusione, sicuramente il libro placet. Voto 8,5.
Ed ora un breve aggiornamento sui nuovi acquisti di ieri, giornata di mercatino dell'usato. Per una quindicina di euro ho portato a casa:
Il brivido del crimine, un'antologia di 28 racconti che è un po' un'enciclopedia del poliziesco, con autori che vanno dalla fine dell'ottocento agli anni '60 (quando il volume è stato pubblicato): da Edgar Allan Poe a Rex Stout, da D. Hammett ad Ellery Queen passando per sconosciuti (almeno per me) di tutte le razze.
Maigret in vacanza, 3 romanzi di George Simenon col celebre commissario che, seppur in vacanza, si trova ad indagare sull'animo umano e tutte le sue aberrazioni.
Attenti al gorilla, di Sandrone Dazieri.
I primi casi di Poirot (18 racconti) e Il pericolo senza nome (romanzo) di Agatha Christie.
E buona settimana a tutti.


TIM

4 commenti:

  1. Ho letto poco di Scerbanenco, ma quel poco lo amavo proprio per il suo voler scnedere nella quotidianità.
    Ciao.

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    1. è proprio per questo che piace anche a me!

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  2. L’intera produzione di Scerbanenco, note della lavanderia comprese, rientra nel bagaglio culturale di chiunque voglia definirsi un gentiluomo. Adesso che ti ho illuminato con questa perla di saggezza, corri a procurarti gli altri. :-)

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    Risposte
    1. Sta pur certo che, almeno quelli con Duca Lamberti, sono nel mio mirino!

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