Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 2 maggio 2012

Tuchulcha, di Enzo Milano

Copertina di E. Milano,
impaginazione di Matteo Poropat
Non so come si pronunci il titolo (Tuciulcia? Tuculca?), ma so che questo Tuchulcha di Enzo Milano è proprio un bel libro.
L'ho acquistato appena uscito e, per le normali lungaggini di lettura, solo ora sono riuscito a portarlo a termine.

Indirettamente, senza fare nomi, Enzo aveva già parlato di questo suo romanzo durante l'intervista che concesse al mio blog lo scorso anno, quando disse: il mio personaggio preferito in assoluto è ancora inedito. Lo vedrete nel mio prossimo romanzo. E parlava proprio di questo protagonista: l'ispettore della Forestale Raul Marino.
Ma prima di passare alle mie (non richieste) impressioni di lettura, eccovi la trama, presa dalla sua presentazione:
Quel ponte era come una frattura tra Montecastello e il mondo intero.” Una guardia forestale trasferita da Milano, un’ereditiera in fallimento e un’ambiziosa archeologa devono attraversarlo. Ognuno per propri obiettivi e speranze, nessuno consapevole di cosa si celi in quella piccola località dell’Appennino marchigiano. E, soprattutto, nel suo bosco, dove pare ci siano delle misteriose rovine risalenti alla civiltà etrusca.
Si tratta, come lo stesso autore dice, di un thriller con elementi soprannaturali, che da' una goduria unica nel seguire la trama e nello scoprire i (tanti) personaggi che la compongono. Personaggi che via via che scorre la narrazione, non solo acquistano di spessore, ma cambiano anche di ruolo, trascinati dal filo conduttore di presenza antiche che qualcosa ha risvegliato nel piccolo borgo di Montecastello. L'autore, tra l'altro, fa risalire l'idea di partenza di questo Tuchulcha ad un altro suo lavoro, La signora dei lupi , di cui ho parlato qui.
Nella lettura sono stato preso subito dall'aspetto più mistery del romanzo, con una serie di fatti e personaggi che promettevano di... nascondere qualcosa di grosso. E tutta la prima parte della storia fila via liscia compreso anche un progetto di storia d'amore tra l'ispettore Raul e la bella Marta Orsini, archeologa giunta a Montecastello per ricerche sul sito etrusco presente in quei boschi. Ed è da qui, da un altare al centro dello scavo antico, e da un ciondolo che si tramanda di generazione in generazione, che promana ogni cosa, che si risvegliano entità che era meglio tenere a dormire. 
La bellezza della storia (non parliamo ancora della scrittura di Enzo Milano), a mio modo di vedere, sta proprio nel disvelamento progressivo della realtà. Se ad un certo punto non ci fosse stata una svolta particolare -e senza l'incipit nella villa Domus Foederis- questo Tuchulcha poteva trasformarsi in un tranquillo trhiller per appassionati di romanzi gialli.
E invece, piano piano, senza scossoni o sbalzi improvvisi, compaiono sulla scena lupi e demoni, e la storia prende una piega ben precisa, fino all'epilogo finale, per niente scontato.
La scrittura dell'autore segue questa naturalità della trama, rimanendo attaccata alla storia, con descrizioni di personaggi azzeccate e mai sopra le righe.
Enzo riesce a creare personaggi che, pur posseduti da entità soprannaturali, rimangono uomini, senza trasformarsi in grottesche figure da pessimo romanzo di genere, anche quando rispondono a realtà altre.
Qualcosa che non va? mah, veramente no.
Se proprio insistete e devo fare le pulci, la figura di don Gustavo poteva comparire prima, magari solo di contorno, come è stato per gli operai che frequentano il bar di Pietro. E poi mi è sembrato (ma anche qui: gusto e parere personali!) che l'epilogo della storia non sia stato curato a livello di scrittura come tutto il resto del romanzo, come se ci fosse urgenza di chiudere.
Ma dimenticate queste mie stupide osservazioni e andatevi a leggere Tchuclha: merita abbondantemente i 2 euro e 99 del prezzo!
Il mio giudizio: placet. Voto: 8.

TIM


8 commenti:

  1. Non ero molto convinto all'inizio, ma poi mentre leggevo mi sembrava di rivivere le atmosfere de "Il Segno Del Comando" o de "Ritratto Di Donna Velata".
    Se fosse così per me sarebbe un motivo in più d'interesse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, il romanzo merita attenzione, non ci sono cali di tensione e tutto quadra. Un bel lavoro senza tanti fronzoli e con tutto in ordine.

      Elimina
  2. Mi permetto di raccomandare ulteriormente il romanzo, Enzo ci ha lavorato moltissimo e ha saputo farne un lavoro di classe. Mi vengono in mente pochi libri che funzionino così.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non posso che condividere le tue affermazioni: è un libro che "funziona" veramente bene!

      Elimina
  3. "un thriller con elementi soprannaturali". Ok, è mio. Già questo bastò a convincermi, poi la tua rece...ribadisco: mio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono contento che qualche mia parolina ti abbia fatto decidere per l'acquisto. Sono soldi spesi bene.

      Elimina
  4. Grazie, Tim. Sono davvero contento di ricevere il primo feedback assoluto per questo mio romanzo. Spero piaccia anche a tutti gli altri amici interessati.
    Un inchino,
    Enzo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un inchino a te, per il tuo lavoro. Era difficile, almeno dal mio punto di vista, vista anche la lunghezza del romanzo, non cadere nei soliti stereotipi di genere, e questo tuo equilibrio è stato proprio quello che mi è piaciuto di più. Ancora: bravo!

      Elimina

fatti sentire

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...