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sabato 18 febbraio 2012

Diciamo: No alla riduzione in schiavitù dello scribacchino!

qui
Metterò presto on line una petizione da firmare e inviare al Ministro del Lavoro Elsa Fornero.
Si tratta di una proposta di legge mirata ad eliminare la riduzione in schiavitù della casta degli scribacchini.
Si sa, infatti, che questa categoria ha la caratteristica di abbinare sempre l'uscita di un nuovo concorso ad una reazione orgasmatica di panico ed eccitazione contemporaneamente.





Da una parte c'è la consapevolezza che non si riuscirà mai a produrre qualcosa di decente per ogni occasione; dall'altra si reagisce ad impulsi inconsulti della psiche che impone di arraffare tutto quello che si trova in giro.
E allora ogni vento che porta sentore di concorso, prova d'autore, piccolo esperimento, ecc. diventa burrasca e non c'è verso di chiudere la porta che conduce al neurone letterario: quello entra e fa sconquassi. Sconquassi che si esplicitano in giornate passate a scervellarsi su: cosa scrivere; come far rientrare la storia nei parametri richiesti (ma perché poi devono essere per forza 600 caratteri? e come li calcolo compresi gli spazi? e...); la data di scadenza è lontana, ma si sa che in queste cose arrivi-sempre-all'ultimo-minuto; e allora comincio fra una settimana ma devo controllare l'altra scadenza.
È una vitaccia!
Adesso ci si è messo anche Ferru col suo dedica un racconto al tuo autore preferito due.
C'è da dire che la colpa è anche nostra. Perché quando lui ha iniziato sotto sotto a fare le prime battute tipo: ho pensato che forse..., mi piacerebbe...; mi sembra che lo scorso anno..., e via dicedo, avremmo potuto sparare un bel: **/*!??*! e la cosa sarebbe morta lì. Invece abbiamo voluto fare i buoni, gli educati e ora ben ci sta.
Perché ricordatevi che siamo ancora nei tempi per Racconti scelti della pandemia gialla, del crucco Alex (a proposito, da quando ha rimesso la foto dove compare impomatato in berlina d'ordinanza è più ganzo, fa più chic, non trovate?).
Così ci piace!
Purtroppo le brutte notizie non vengono mai da sole, perciò a leggere bene nei blog dei vicini di cella ci sono tutte le avvisagli per almeno altri due-tre richieste di partecipazione a concorsi, oltre a tutti quelli che vengono da case editrici, gruppi letterari, semplici esagitati della blogosfera.
Mi vengono sotto mano, solo per fare qualche nome, il Concorso di Scheletri; il progetto Risorgimento di tenebra (ho preso uno per tutti: Germano) del gruppo Moon Base... e si potrebbe continuare così.
Avete qualche altro titolo da fare?
Ho detto.


TIM

martedì 12 luglio 2011

Le interviste possibili: Ferruccio Gianola

Un altro amico che è una certezza, quanto a continuità, peso e spessore degli interventi. Ma non è un medico chirurgo.
Per la gioia di molti, oggi è ospite di questo garage Ferruccio Gianola, per gli amici Ferru, che proprio ultimamente ha deciso di rubarmi il mestiere. E così chi di spada ferisce, di spada perisce.
Non saprei come definirlo: scrittore qui, qui e anche qui (fresco fresco!) per esempio, blogger, uno dei fortunati vincitori del banner di bookandnegative, il fratello di Livio il chitarrista
Sarà come sarà, ora è il suo turno, la scena è sua. Signore e signori (chissà perché bisogna sempre mettere prima le donne, non è discriminazione questa?), abbassate i riflettori, silenzio in sala e iniziamo.


Ciao, Ferru. Dacci qualche breve informazione su di te.


Sono nato il 7 agosto (in casa, come una volta) di qualche anno fa, in un paesino delle alpi Orobie dove ancora ci dormo (lavoro a Lecco) ma la mia effettiva età non conta assolutamente nulla. A volte ho la sensazione di avere ancora quindici anni, in altri momenti sembro un vecchio di cento. Ho subito un paio d’incidenti gravi che nonostante non mi abbiano lasciato menomazioni evidenti mi hanno levato almeno dodici anni di vita attiva e quindi prendo le cose con molta filosofia. Sono lunatico più della luna. Ho fatto un po’ di tutto, l’operaio, l’artigiano, il venditore di sistemi cad. Ora lavoro in una scuola “privata” e faccio ancora un po’ di tutto: dalla docenza, al tecnico informatico, al fotografo nei momenti ufficiali e al buttafuori visto le generazioni del giorno d’oggi.
Bene, siamo quasi coetanei; io però ti batto di un anno, anche se pure il mese è quello giusto. Quindi per lavoro sei sempre a contatto con giovani e adolescenti. Quando è toccato a te esserlo (prima o poi tocca a tutti esser giovani; poi ci sono quelli che ci rimangono e vengono normalmente detti rincitrulliti) che tipo di letteratura, cine-tv, musica animava le tue giornate? E la tua famiglia entrava nelle tue scelte?



Fumetti (Tex Willer e giornaletti di guerra) e romanzi d’avventura prestissimo. Ho ancora nella mente le figure che c’erano in un’edizione di “Ventimila leghe sotto i mari” di mio papà, forse non sapevo ancora leggere. Abbonamento al Giornalino e anche a Selezione Reader's Digest. Poi telefilm in televisione, sceneggiati, film di guerra, film western e film d’avventura e fantascienza. Ho iniziato prima a suonare che a scrivere, il sassofono soprano, non riuscivo neppure a reggerlo con le mani talmente pesava. Ma anche la pittura - mio papà non lo faceva di professione, ma non era neppure un pittore dilettante- mi ha sempre attratto.
E ora come sono cambiati i tuoi gusti?



Non sono cambiati in maniera rilevante, per quanto riguarda la letteratura continuo a divorare libri di ogni genere. Forse sono stato influenzato dalla narrativa americana per quanto riguarda la scrittura, ma non credo di avere un idolo particolare. Leggevo tutto di uno e poi lo eliminavo leggendo tutto di un altro scrittore dallo stile e dal genere opposto. Naturalmente cerco di scegliere il meglio e ho una specie di detector incorporato che mi permette di eliminare da subito i libri che non mi piacciono. Con la musica mi comporto allo stesso modo, ascolto di tutto: colonne sonore, pop, rock, classica, jazz… ultimamente anche le canzoncine tirolesi.
Ecco allora l’eccletticità (accompagnata dalla versatilità) dei tuoi interessi letterari. Traspaiono anche dal blog i frequenti riferimenti alla terra dove sei nato e cresciuto. Ti piace questo posto e come ti ha influenzato anche nello scrivere?



Sì, abbastanza, ma dipende dalle situazioni. Mi ha sempre trasmesso un’aurea da ingenuotto che ancora mi porta addosso e che traspare anche nella narrativa che scrivo. Per i curiosi ho scritto un romanzo horror avventuroso ambientato a Premana. Ora se fosse possibile vorrei andarmene un anno tra i nativi americani, oppure nel deserto australiano a cercare serpenti velenosi o in Patagonia. Penso sia l’unico modo per conservare e sviluppare ancora qualcosa di spirituale ( non confonderlo con la religione, però). Anche se alla fine ho bisogno di tornare al paesello.
E la tua famiglia si interessa a come esprimi oggi le tue sensazioni ed emozioni?

Fino a un certo punto, con mio fratello musicista sì, non parliamo d’altro. Con l’altro fratello dipende dalle situazioni. Con mia madre e mia sorella non è semplice parlare di arte, ma le donne sono per la conservazione della specie e non c’è nulla di più speculativo e inutile di uno scrittore che non porta soldi.
Ahahahah, bell’osservazione che mi richiama alla mente un detto simile anche delle mie parti! Oltre alla famiglia, normalmente la nostra vita di società è popolata di amici e colleghi di lavoro. Come li scegli (gli amici, dico)? e loro e i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog?


Gli amici capitano per strada e in linea di massima non ho ricevuto grandi fregature, anche se i veri amici li frequento da sempre e non hanno a che fare con l’ambiente di lavoro, dove mi limito a fare il mio dovere. Comunque quasi nessuno è al corrente del mio blog.
Veniamo ad un argomento che spesso per finto pudore viene tralasciato, di cui non si parla per non fare la figura del bigotto, ma che credo abbia sempre un posto (anche attraverso la sua negazione) nella nostra vita: tu sei credente?


Boh, ci credo poco. In una risposta precedente parlavo di spiritualità, be’ per me la spiritualità consiste nell’essere in simbiosi con quello che si sta facendo. Quando scrivo ci metto tutto me stesso e c’è tutta la spiritualità di cui ho bisogno, anche se certe esperienze (Nativi americani, deserti) mi mancano.
Abbiamo accennato prima alla tua carriera di scribacchino. Da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie?


Dalle mie esperienze, dalle mie passioni, dai luoghi dove ho vissuto, da quello che mangio a come dormo, dalla mie storie d’amore…
C’è un fatto della tua giovinezza ti ha particolarmente colpito e ha influito (e magari influisce ancora) sulle tue scelte?


A quattordici anni sono stato spedito a Milano in collegio perché non c’era altra possibilità per studiare. La scuola superiore più vicina, con i mezzi di trasporto di allora, era quattro ore di distanza. Vi giuro che per come io conoscevo il mondo è stato come entrare nella Tana del Bianconiglio.
Un po’ di attualità. Ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?


No, per niente. Vai a fare un giro all’estero e ti accorgi di come siamo ridotti male. Non mi levo dalla testa ciò che mi è successo l’anno scorso quando sono tornato da Edimburgo e per poco ho rischiato l’arresto per avere insultato un paio di poliziotti in servizio a una manifestazione politica, che mi avevano costretto a fare un giro dell'oca assurdo per poter recuperare l'auto per tornare a casa. Non ci vedo molte potenzialità, ma solo molta presunzione e supponenza. Siamo un popolo che vive sulla sua gloria passata (c’è stata?), carente di buona volontà. Di tutto ciò salvo soltanto l’aspetto geografico.
Dalle tue parti è molto forte quella forza politica (mi permetto di dire: populista) che fa leva sulle paure della gente di vedersi portar via le proprie cose da gente venuta da lontano. Tu cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?


Inevitabili e bisogna avere l’intelligenza di accettarli e adeguarsi al cambiamento, presto arriveranno anche gli alieni e quelli ci spazzeranno le orecchie.
Cosa vorresti restasse di te.


Molti conoscenti mi ritengono una persona buona e generosa (non so se sia vero, anche perché di fronte a ciò che ritengo ingiustizie posso spostare il mare). Se si tratta di una cosa vera, vorrei essere ricordato in questo. Non vorrei che si parlasse di me come di un bastardo o di un figlio di puttana.
Siamo a metà luglio e la domanda è d’obbligo: dove andrai in vacanza?


Non ho idea, vivo in montagna e a luglio e ad agosto è una vacanza continua per me. Poi mi capita di girare molto per lavoro quindi a volte non sento il bisogno di evadere per staccare. Probabilmente andrò in Spagna anche perché di solito ci va mio fratello per qualche tour ed è un bel sistema per andare a scrocco, conoscere qualche artista particolare e uscire con qualche chica mucho guapa.

Senza schiamazzi, con poche parole ma molto sincere, abbiamo conosciuto qualcosa in più di Ferruccio, che ha voluto che ascoltassimo questo brano per completare la sua presentazione. Un uomo così, che vive di poche cose ma essenziali, che basa le proprie convinzioni sulle sue esperienze e non sulla prima prurigine che si incontra per la via, merita la nostra attenzione e il nostro rispetto.Ed ora tocca a voi: dite quali sono state le vostre impressioni nel leggere le sue parole; e se volete, fate le vostre domande. Ferruccio Gianola sarà contentissimo di rispondervi.


Comunicazioni di servizio: penso che l'arrivo della canicola estiva invogli al dolce far niente e a di conseguenza ritengo che la gente vada in vacanza o abbia meno voglia di tenere in mano un mouse e incollare gli occhi ad un monitor. Perciò volevo un vostro parere sul fatto di interrompere con oggi le interviste (ma la normale amministrazione del blog è garantita!) e riprenderle a fine agosto. Cosa ne pensate? Seconda cosa: molti si sono lamentati dell'evidenziazione, nei post delle interviste, del testo. Per questo ora ho lasciato tutto come si trovava. Va meglio, peggio, così così? Ditemi qualcosa.

TIM

(le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, EnzoDavide e Gianluca)





mercoledì 24 novembre 2010

Feuilleton blog

Dopo avervi segnalato un mio raccontino senza pretese, oggi vi ivnito a dare un'occhiata a tre racconti a puntate di altrettanti amici. Siamo solo alle prime battute per ognuno di loro, ma già si prospetta un'ottima lettura, anche conoscendo la caratura degli autori.
Il primo lavoro, in ordine assolutamente sparso, è di Glauco Silvestri, che in queste fredde giornate d'autunno ci porta nel deserto. A Milano invece ci fa andare Ferru Gianola, con una storia di vendette che arriva dal 2030; qui siamo già al secondo capitolo, ma è facile risalire all'incipit. Da Milano, o giù di lì, scrive invece Alex 'von' Girola, che con una delle sue storie dieselpunk-ucroniche ci spedisce nella (mia) natia Reggio Calabria; e solo per questo andrebbe segnalato. Che dire: i nomi sono delle certezze, quello che ho letto finora è ottimo, aspettiamo i rispettivi seguiti, nella speranza di non andare troppo oltre il Natale. Visto che la cultura odierna (letteratura, architettura, musica, moda) sta tornando indietro a scavare nei decenni passati, forse che stiamo tornando ai feuilleton di Salgari, Dickens, Dumas, Allan Poe, Stevenson, Collodi, e, per arrivare a oggi,  il grande King e il suo Miglio verde? (quanti nomi altisonanti! se fossi in quei tre avrei paura!). Lo scopriremo solo vivendo.
TIM

venerdì 19 novembre 2010

Segnalazione

Vi chiedo solo un attimo di attenzione per segnalarvi questo concorso di Ferru Gianola, sempre attivo nel proporre interessanti giochini letterari di varia natura. Questa volta si tratta di buttare giù poche righe per dedicare un racconto al nostro autore preferito, spedirlo entro la mezzanotte del 6 dicembre dove dice lui e aspettare ... di vincere qualcosa. Perché anche stavolta si vince; e anche stavolta sono, udite udite!, amatissimi libri. Non vi trattengo oltre: cliccate subito sul link, seguite le istruzioni e buon lavoro!!.
TIM

martedì 2 novembre 2010

Ho vinto un libro!

Vi ricordate il giochino letterario di Ferru? Dopo quasi un mese, ecco i vincitori! e il bello è che tra questi ci sono anch'io! Come ho già detto commentando quel post, è la prima volta che in vita mia vinco qualcosa. Non che sia un presenzialista o partecipalista (si può dire?), però vincere è sempre bello, specie quando si tratta di un libro. E io ho scelto questo. L'ho scelto perché, secondo il mio punto di vista, essendo racconti, su 180 pagine e 5-6 storie, anche se il west non è il mio forte e non conosco l'autore, qualcosa di buono da leggere ci sarà sicuramente; e poi magari saranno tutti un capolavoro -e se Ferru l'ha scelto come premio sarà sicuramente così. Qual'era il libro che io avevo proposto da 'spingere' in testa? naturalmente il secondo arrivato: Cent'anni di solitudine di Gabriel Garzia Marquez. Forse perché l'ho letto nel momento giusto, gli inizi degli anni '80 quando avevo poco più di vent'anni; forse perché la vicenda si svolge a Macondo, che era il nome della prima radio libera con cui ho collaborato (avevo una rubrica di jazz che forse non ascoltava nessuno, ma volete mettere poter dire con non chalance alle ragazze: si, lavoro per una radio libera); forse perché fa tanto 'di sinistra' dire di averlo letto (ma esiste ancora la sinistra, o è solo un'entità ectoplasmatica?); forse perché è veramente un capolavoro.
Tra i libri che 'sono arrivati in finale', devo dire la verità, ce n'è uno che non ho mai letto: Delitto e castigo, che poi è quello che ha vinto. Si, lo so che è un capolavoro della letteratura mondiale, però, sinceramente, non è il mio genere. Voi mi direte: ma se non l'hai mai letto, come fai a dire che non ti piace? boh, forse per questione di antipatia verso il genere o verso l'autore, o solamente perché mi resta poco tempo per leggere (diciamo 15-20 anni?) e voglio passarli andando sul sicuro. Il terzo classificato (Soffocare di Pulahniuk) devo confessare di averlo cominciato 2-3 volte; alla fine è tornato su una bancarella al mercatino dell'usato. Non ci siamo piaciuti a prima lettura, è tutto qui. Anche Pulahniuk sarà ormai un classico, ma insieme non quagliamo.
Tra tutti gli altri libri scelti (l'elenco è nel post di Ferru) non ho mai letto, nell'ordine d'arrivo: Alle montagne della follia, di H.P. Lovecraft (ma naturalmente conosco HPL e ho letto altro di lui); Il Richiamo della foresta, di Jack London (e anche qui, non ho mai letto questo grande della letteratura per ragazzi e non solo, ma che ci posso fare); Orgoglio e pregiudizio, di Jane Austin; Ultima Luce, di Alan D. Altieri; Zia Mame, di Partick Tennis; Il Vangelo secondo Gesù, di José Saramago;Trilogia della città di K, di Agota Kristof; Quaderni di Serafino Gubbio, di Luigi Pirandello; Billy Bathgate, di E.L. Doctorow; Lezioni Americane, di Italo Calvino. Probabilmente leggerò Ultima Luce di Altieri, quando lo troverò dal mio usato di fiducia (si trova, si trova, basta non mollare). Degli altri, cosa mi consigliate di non mancare, conoscendo orami i miei gusti?
Questa, per esempio, era di quegli anni lì, quando 'lavoravo in radio' (porca pupazza, sembra una cosa seria detta così!). Qualcuno mi sa dire se la conosce? perché c'è tutto un album del buon Francesco così!
TIM

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