Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

lunedì 8 novembre 2010

Domenica di acquisti librari

Ieri mattina, domenica; anzi prima domenica del mese; quindi, a Vercelli, giornata del mercatino dell'antiquariato in piazza Cavour. Chiamarlo 'dell'antiquariato' è riduttivo, perché si trova di tutto: dalla targa del postribolo anni '20 (prestazione semplice 30 cent. - doppia 50 cent. - mezz'ora ... e così via) alla vecchia zappa arruginita; dal gadget anni '70 (formaggino mio, calendario brillantina linetti. ...) al vecchio 78 giri di 'mettete voi un nome'. E poi, naturalmente, ci sono i banchetti dei libri usati! Ieri, causa tempo uggioso e un po' nebbioso, non c'erano i miei pusher di fiducia, una coppia di allegri cinquantenni che arrivano col loro furgoncino bianco, piazzano i banchi già preparati all'esterno e all'interno le pareti del mezzo diventano scaffali per le collezioni di fumetti: sali sul furgone e ti ritrovi nel mondo di Tex Willer che sfida a duello I fantastici Quattro. Dicevo che sono i miei pusher di fiducia perché valutano il libro per quello che è: comprano quelli che gli porto a un quarto del prezzo di copertina e me li vendono a metà. Inoltre gli puoi 'ordinare' i libri che ti servono e appena li recuperano, te li mettono da parte per il mese successivo. Ieri, dicevo, non c'erano e così mi sono dovuto accontentare di girare solo per gli altri banchi. E qui c'è chi è più onesto e valuta le merce per quella che è; chi invece ti compra magari tre libri ad 1 euro e te li vende a 1 euro al pezzo (a prescindere da cosa ti sta vendeno: l'edizione rilegata del 1940 o l'Harmony 2010); chi fa solo scambi (3/2 libri dati per 1 preso); c'è addirittura chi offre 5 libri per un euro, e qui si che puoi fare grossi affari, perché magari ci trovi edizioni particolari o addirittura vecchie stampe anni '50 di Urania o vecchissimi libri dell'Editrice Nord o di una casa editrice di fantascienza (di cui non ricordo il nome) di Verona che penso abbia stampato per pochi anni se non mesi. Ma ci trovi anche chi fa il furbo e ti appiopperebbe copie più che rintracciabili come se fossero pezzi unici e quindi a prezzi esorbitanti.
Ma tant'è. Ieri ho fatto un po' di spesa, portandomi a casa: Il talento di Lyon di Anne McCaffrey (perché mi interessa il tema del potere-psi, che dovrebbe essere il tema del libro e che mi ricorda Philip Dick), Urania del 1996; I figli di Medusa di Theodor Sturgeon (che è uno degli autori che amo di più), altro Urania Collezione del 2004; La pattuglia del tempo di Poul Anderson (che raccoglie 9 racconti lunghi o romanzi brevi che narra le avventure di una pattuglia di 'avventurieri temporali' mandati a 'sistemare' faccende a spasso nel tempo), ancora Urania ma serie Argento del 1995.
Ho cominciato a dare un'occhiata a Poul Anderson, ma ho letto troppo poco per dare un giudizio. Spero di farvi sapere qualcosa a breve. Se poi qualcuno di voi ha gia avuto tra le mani uno di questi libri, mi dica qualcosa, magari evito di perdere tempo con una grossa schifezza. Anche perché voi non lo sapete, ma tutti questi libri sono solo un diversivo: è che devo riprendere 'La trilogia di Valis' (ho letto il primo volume) e per farlo ci vuole mente fresca, allenata e spirito pronto. E per ora non ci sono.
Oggi sono nostalgico.
TIM
(la foto è presa da qui.)

4 commenti:

  1. Bello il contatto fisico coi libri e i rivenditori. Io lo sto perdendo, nel senso che ormai cerco (e compro) molto tramite internet, e mi accorgo che però toglie parecchio all'aspetto "sociale" (perché no?) che deriva dal mettersi a cercare un libro, scambiare due parole con un altro avventore o col rivenditore, sentirsi consigliare autori mai sentiti nominare prima...
    E' pure vero che i libri che cerco io sono talmente strani a volte che ho l'impressione siano stati scritti solo per me e pochi altri intimi...

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  2. Già il mercatino ha di suo il fascino del ritrovarsi insieme come in una festa di paese, perché tutto ha il senso del provvisorio, e lo è. Poi i banchi dei libri hanno quel qualcosa in più perché, come dici tu, ti confronti, scopri un nuovo autore, ne consigli un altro, scovi la rarità o il libro esaurito che cercavi da anni (mi è capitato!). E poi c'è quell'odore di carta, spesso antica, da cantina umida e vecchia che non ha paragoni.
    Temistocle

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  3. Io pure ormai compro da Feltrinelli o Mondadori... la cosa del "riporti 2 e prendi 1" invece la faccio coi videogiochi, ma è sempre un mega-franchising del settore e il rapporto col venditore si è davvero perso.

    Simone

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  4. Lo stesso discorso vale per i piccoli negozi (come il mio) e la grande distribuzione. Io i clienti li conosco uno per uno, so che tipo di quaderno o di penna vogliono prima ancora che aprano bocca, se arriva il bambino a cui mancano 20 centesimi per comprare la gomma all'ultimo momento, gliela do perché l'indomani arriva la mamma e li porta. E tutto questo li fa sentire a casa loro. In un centro commerciale non trovi niente di ciò. Però al centro commerciale la roba la paghi meno (anche se non è la stessa qualità!) e la gente preferisce farsi prendere in giro pur di risparmiare (secondo loro) 10 centesimi.
    Temistocle

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