Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 11 maggio 2011

Alex e gli altri

rubata qui
Qualche giorno fa, ero ancora di questo mondo e non come ora evaporato in una nuvola rossa, in una delle molte feritorie della notte, (è brutto sentirsi evaporati, senza consistenza, con la testa che si gira continuamente dalla parte opposta a quella dalla quale vorresti guardare; chi l'ha provato lo sa, è un male oscuro), qualche giorno fa, dicevo, questo post dell'amico Glauco mi ha fatto scoprire l'iniziativa di e-thriller: pubblicare gratuitamente racconti di scrittori famosi italiani, con lo scopo evidente di pubblicizzare altri lavori (presenti negli ebook) degli stessi autori; ma a noi va bene così perché, intanto, si legge roba più o meno buona e gratis.
E così mi sono dato da fare e ho letto quattro dei sei titoli presenti nel sito. In verità uno dei titoli risale alla fine dell''800, ma viene presentato come di un autore precursore addirittura di Camilleri. Quando l'avrò letto vi saprò dire, come sempre.
Prima di iniziare una segnalazione doverosa, ormai ad un mese dall'uscita di Scene selezionate della pandemia gialla. Sono in ritardo e me ne scusa con l'amico Alex. Ormai tutti hanno detto tutto su questo lavoro che è una costola diretta del Survival blog. A me non resta che fare i complimenti ad Alex per il testo, a Matteo per l'impagninazione e a CyberLuke per la copertina. Con un trio così il prodotto non poteva che essere ottimo.
Devo proprio dare un voto? Placet con un bel 9,5!
Veniamo alle altre mie letture.
Vado a casaccio e inizio con Domani mette neve di Emiliano Gucci. L'io narrante e il suo amico senegalese Salif vanno alla ricerca di Cisse, amico e compagno di stanza di Salif, sparito nel nulla dopo una giornata di lavoro, nero, nella fabbrica del signor Guidotto. Guardacaso il padre del protagonista ha lavorato in quella stessa fabbrica e l'indagine serve a chiarirgli alcuni dubbi rimasti da quel dì. Il lieto fine un po' amaro (capirete alla fine della lettura) conclude bellamente un buon racconto.
Certo, parlando di questi autori non possiamo dirli esordienti o emergenti, quindi è inutile andare a cercare l'inesattezza lessicale o la mancanza di correzione, perciò la lettura è filata liscia e la mia attenzione si è potuta soffermare più sul contenuto che sulla forma. E' vero che, come sottolineava Glauco giustamente, mancano alcune lettere doppie (del a, quel a) ma si potrebbe esser trattato di un problema di trasposizione nel formato elettronico; anche perché è un problema che ho ritrovato in altri di questi ebook e-thriller. Io non ne capisco di queste cose, perciò lascio a chi ne sa più di me.
Domani porta neve (il titolo riprende una frase di Salif nel momento in cui vuole accelerare i tempi dell'indagine) è un buon racconto, con tutte le cosine al posto giusto, sicuramente da raccomandare. Alcune realtà negative della nostra Italia (lavoro nero -come anche in Africa di cui parlerò subito dopo- emarginazione sociale che provoca invisibilità, mancanza di sicurezza sul lavoro, paura di chi ha potere) vengono tratteggiate brevemente ma efficacemente e il finale, pur essendo in qualche modo a sorpresa, tira le fila di tutta la narrazione.
Placet, quindi, da 8.
Eccoci ad Africa di Valerio Varesi, sì, proprio quello dell'ispettore Soneri-Barbareschi. Africa è proprio un bel racconto, con Ken, africano sfruttato da un negriero (ci sarà pure un motivo se gli schiavisti vengono ancora oggi chiamati così?), costretto a vivere su un camion su e giù per l'Itaia. Ho lavorato per dieci anni nel mondo dei trasporti e vi posso assicurare che leggere questo testo mi ha fatto tornare alla memoria racconti di decine di autisti di TIR (i bilici come si chiamano in gergo e come li chiama il padrone di Ken) che ho conosciuto bene e di cui spesso sono diventato amico. La strada che ti toglie prima la famiglia, poi le speranze e i sogni, poi la salute; poi, purtroppo, la vita. E non è solo un racconto: l'ho visto negli occhi di tanti ragazzi che a 20 anni arrivavano alle due di notte per caricare bancali e non sapevano neanche dove si trovavano.
Eppure quest'africano di Varesi ha ancora un'anima, una coscienza, un anelito al meglio. "Noi stranieri" dice ad un certo punto "siamo gli unici a coltivare dei progetti per il futuro e a pensare al cammino delle generazioni... (gli italiani) pensano solo a breve termine e viaggiano a vista..." Dovremmo riflettere su queste parole: è forse per questo che chi viene in Italia alla ricerca di un lavoro riesce ad arrivare dove tanti di noi non osano neppure sperare? abbiamo forse perso quegli ideali che ci permettono di sopravvivere nella giungla del lavoro? e della vita?
Placet, e voto 9.
Un po' più velocemente andiamo con gli altri due racconti.
Alessandro Perissinotto ci regala questo Radio Balilla, vicenda ambientata ai tempi del fascismo (si può ancora dire in epoca berlusconiana questa parola? voi sapete ancora cosa è stato il fascismo? e lo dico senza retorica). Il signor Tarcisio, la signora Aurelia, la figlia -un po' troppo facile- Lina, Ersilia e Carla Marocco, zitelle acide e bigotte, tutti ad agitarsi in una locanda, tra misteri veri o inventati, forse quasi cercati, per venire fuori da una monotonia sonnolenta. E 350 mila lire rubate alla Cassa di Risparmio di Genova.
Placet. Voto 7,5
Infine, ultimo ma non ultimo come si dice in questi casi, 70'S di Luca Poldelmengo. La scomparsa di Olga, prost... pardon, escort dell'est europa, vede nascere una strana coppia di investigatori: Damir, albanese e protettore, e Massimo, sbirro. Tutti e due, accomunati da un reciproco odio, cercano, per motivi ovviamente diversi, l'assassino della ragazza. E alla fine...
Leggetevi anche questo racconto, perché vale il tempo che ci vuole a far scorrere le pagine (a proposito: avete già visto com'è ganzo il libro virtuale che si sfoglia con un clic!).
Placet. Voto 7.
E' tutto quello che vi dovevo.
La prossima volta metteremo sulla graticola proprio l'amico Glauco. E' una promessa.
TIM

6 commenti:

  1. Grazie mille per la segnalazione e per il voto lusinghiero :-)

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  2. @ Alex: figurati, è un lavoro davvero buono. Non mi sono dilungato in partoclari perché ne hanno già parlato in tanti e molto più in grado di me di farlo.
    Temistocle

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  3. Bravo fratè, tutte ottime segnalazioni!
    Leggo con piacere ogni volta le tue recensioni. Si vede che sono tutte sentite.;)
    E meno male che blogger è tornato a funzionare(tocchiamo ferro!) stamattina ha parecchio rotto le scatole.:(

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  4. @ Nick: grazie a te, anche della telefonata (anche se scroccata a chi sai tu...). Cerco sempre di scrivere esattamente quello che penso, tanto non ho niente da perdere, né soldi né lettori. Spero solo di potermi rimettere presto a scrivere anch'io. Mah... si vedrà...
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  5. Riposto il commento (grazie Blogger, per gli "splendidi" momenti che ci ha fatto passare).
    Bella recensione, bravo si vede che sono molto sentite e che ami quello che fai. ;)

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  6. @ Ninck: non ricordo cosa ti avevo risposto ti avevo risposto, ma grazie comunque per le tue parole. Cerco solo di segnalare, poi ognuno può giudicare da sé leggendo il racconto.
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