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La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

venerdì 7 gennaio 2011

Una valigia, il capotreno e lo sbirro

(Attenzione: anche se potrebbe sembrarla, quella che segue non è una puntata del survival blog, ma la cronaca del mio rientro dalle vacanze di fine anno.)
Bolzano era bellissima. Bellissima nelle sue stradine linde, i suoi lungofiume bianchi di brina e puliti, i suoi negozi ordinati e profumati di buono, la sua civiltà quasi superba. Non una carta per terra neanche la mattina di capodanno dopo una notte in bianco per i festeggiamenti.
Poi, il due gennaio, si è consumata la tragedia. Andiamo, io e mia moglie, alla stazione a prendere il treno delle 14 e 30; coincidenza a Verona (già prenotata) sul Freccia Bianca delle 16 e 30: si può fare. Sul binario le prime avvisaglie: decine di persone in attesa. Noi pensiamo siano di altri treni che devono arrivare. Invece tutti aspettano come noi: il treno che viene dal Brennero e scende a Bologna. Arrivano solo quattro (dico quattro!) vagoni già pieni di vacanzieri che, come noi e gli altri, avevano terminato le loro vacanze natalizie e rientravano a casa. Riusciamo a salire a stento e riempiamo l'anticarrozza (l'ingresso insomma). Io e mia moglie ci infiliamo proprio di fronte al bagno, gli altri riempiono il piccolo vano fino ai gradini. Lei siede sulla valigia, io sto in piedi, perché non c'è lo spazio fisico per sedersi. Mi chiedo se non ci voglia semplicemente una persona di buon senso per capire che il 2 di gennaio quattri vagoni sono mooolto pochi per coprire la tratta Brennero-Bologna. Eppure la situazione è quella. Naturalmente ad ogni stazione successiva c'è lo stesso numero di persone in attesa dello stesso treno. E qui scene da far west: gente che inveisce contro i poveri viaggiatori che stanno sul predellino interno e che, ad ogni apertura di porte, si trovano in prima fila a spiegare che non c'è materialmente posto neanche per girarsi, figuriamoci per far entrare; gente che grida perché vede lo spazio vuoto nel corridoio: ed anche qui i malcapitati frontmen a chiarire che non si vede nessuno solo perché sono tutti accovacciati a terra. Ad un certo punto arriva il capotreno che cerca di calmare un ragazza in preda ad una crisi di nervi perché è il terzo treno che non può prendere perché non riesce a salire. Gli altri viaggiatori in attesa ne approfittano per accerchiare il ferroviere che si vede costretto a chiamare un poliziotto. A quel punto il pulotto decide che è meglio fare da scorta al capotreno fino alla fine del viaggio; perciò sale con lui alla ripartenza. Tutta questa situazione porta, tra l'altro, a perdere dai quindici ai venti minuti ad ogni fermata; risultato: arriviamo a Verona con due ore di ritardo e la coincidenza (nonché i soldi di biglietto e prenotazione) con la Freccia Bianca sono andati persi. Potrebbe essere finita qui, perché troviamo un comodissimo regionale per Milano, pressocché vuoto, che in due orette ci porta alla tappa successiva. Nella città di Carlo Porta, Gianni Biondillo e Alex Girola, ci aspetta l'altro regionale per Vercelli. Si tratta purtroppo della trappola di un Minuetto, e chi li conosce sa di che parlo: mezzi strettissimi, con sedili per lillipuziani e, soprattutto, senza lo spazio per depositare anche un misero trolley quarantottore. Risultato: abbiamo passato, io e i miei compagni di sventura, circa un'ora a spostare ad ogni fermata i nostri bagagli per far passare nel mini corridoio i nuovi venuti.
Ora, non so dove fossero in quelle ore il sig. Moretti, numero uno di FS (che ha percepito lo scorso anno uno stipendio di 680mila euro di fisso più 190mila euro di variabile) né il sig. Cipolletta, presidente di FS, (che ha guadagnato solo 500mila euro di fisso e 250mila di variabile). Se ci vuole gente che guadagna tanto per causare cose così, quanto dobbiamo pagare per avere persone che facciano funzionare un viaggio in treno? Sul Freccia Bianca avrei potuto collegarmi a internet, vedere un film, parlare con mio fratello a New York. Il problema è che non ci sono potuto neanche salire. Pur avendo pagato il biglietto. Col quale ho pagato anche lo stipendio dei signori di cui sopra. Che forse a quell'ora, domenica 2 gennaio, stavano chissa dove a godersi le meritate vacanze di Natale. E ai quali, probabilmente, non interessa niente della valigia, del capotreno e dello sbirro.
Consoliamoci.
TIM
(la foto è stata scattata sul treno col cellulare)

11 commenti:

  1. Sì, beh, è una cosa davvero indegna.
    Non bisogna mai smettere di dirlo.
    Io prendo il treno tutto l'anno, 5 giorni a settimana. Per fortuna è un viaggio di soli 20 minuti (più 20 minuti al ritorno). Tuttavia, troppo spesso e troppo volentieri, sono 20 minuti da incubo.
    Con pendolari schiacciati come mosche sui vetri, senza lo spazio fisico per togliersi il fazzoletto da tasca e soffiarsi il naso.
    Scene che, da piccolo, vedevo nei film sull'India, tipo "Gandhi".
    Peccato che siamo nel 2011, in Occidente.
    O almeno così dicono.

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  2. Le ferrovie italiane ,da anni,sono diventate sempre più inaffidabili ,sporche ed insicure.
    Ricordate gli spot,sulla privatizzazione di qualche tempo fa?
    I fatti di oggi dimostrano ,che in fondo non è andata proprio così.
    Io prendo il treno abbastanza spesso e cose del genere ne vedo tante.
    A te infondo è andata meglio di quei poveretti che hanno dovuto affrontare 21 ore(21 ore!)
    nel Freccia Bianca da Milano a Reggio (credo.Non vorrei confondermi).
    Uno dei mali ItaGliani ,sono purtroppo tutti questi supermanager ,che poi alla fine sono sempre gli stessi otto-dieci che parliamoci sinceramente alla fine non risolvono mai i problemi,anzi.
    Qualcuno Ha detto Cimoli ,per caso?

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  3. Mi spiace Tim.
    Le mie ultime esperienze sul treno risalgono all'estate scorsa, non negative, però purtroppo ai bei tempi dell'università mi sono trovato anch'io in inferni sui binari come quello che tu hai descritto.

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  4. L'ultima volta che ho usato il treno è stato nel 2009. Lecco,
    Milano Roma... giornate normali, periodo normale, fa sufficente per trovare uno sciopero improvviso di tre ore al rientro.

    A proposito sapete che a Moretti hanno dato il cavalierato lo stesso giorno in cui è stato condannato per la tragica vicenda di Viareggio?

    Al peggio non c'+ mai fine:-))

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  5. Scrivendo il post in effetti ho pensato a tutti i pendolari che queste cose le vivono tutti i giorni. Ho parlato poi di Moretti perché ho parlato di FS. Lo stesso ragionamento si potrebbe fare per tutto ciò che non funziona in Italia: dovunque qualcosa non va c'è qualcuno che 'per non farla andare' si becca un sacco di soldi. Prendiamo Giancarlo Cimoli: dal 1996 al 2004 guida le FS (per fortuna non i treni), che porta al fallimento insieme a Claudio Demattè (che veniva dalla RAI, dove forse guidava il treno dei 'I fatti vostri'!); per questo riceve 6 milioni e 770 mila euro di buonuscita. Visto che non è uno che stare con le mani in mano, Berlusconi lo nomina alla guida di Alitalia (forse poiché a terra non sa fare niente, in aria gli verrà più facile, avrà pensato il Cavaliere!). E visto che anche qui è stato materialmente un altro fallimento (almeno per tutti gli operai e dipendenti), prima di andare via si attribuisce una buonuscita di 3 milioni di euro.
    (fonti Wikipedia)
    Temistocle

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  6. Secondo me hanno fatto un casino con le ferie, nel senso che tra macchinisti, meccanici controllori eccetera probabilmente coprivano solo quei pochi vagoni che hai visto.

    Anni fa col treno ho avuto esperienze terribili, ora sinceramente prendo solo le varie alte velocità e (incrociando le dita) mi sembrano una favola.

    Simone

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  7. @ Simone: sarà anche come dici tu, ma in qualsiasi posto di lavoro, penso anche nel tuo, si va in ferie in modo da mantenere il servizio in maniera migliore possibile. Si sa che i periodi invernali, estivi e festivi sono quelli a maggiore richiesta di servizio,, per cui ...
    Temistocle

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  8. Per fortuna (o sfortuna, dipende) non uso (più) frequentemente mezzi di trasporto. Ma quando abitavo a Torino e almeno tre volte l'anno si veniva giù in Sicilia nei periodi classici delle vacanze, alcuni episodi del genere me li ricordo.
    E il discorso delle ferie è ingiustificabile, come dici tu, le ferie si pianificano con l'obiettivo di mantenere un servizio almeno decente (di solito almeno). Meno male che alla fine sei arrivato! :)

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  9. @ Fra: Ora mi muovo poco, ma ci sono stati periodi in cui, anche per lavoro, viaggiavo anche un volta la settimana dalla calabria a Roma, Napoli Bologna ecc. e quasi sempre nei periodi di punta era così. Non potrò mai dimenticare un viaggio Bolzano-Crotone di 27 ore tutte sulla valigia vicino al bagno! In confronto, quest'ultima avventura di capodanno mi sembra un gioco!!
    Temistocle

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  10. Come forse avrai letto, la mia ultima esperienza ferroviaria è filata liscia, forse per puro caso. Chi lo sa.
    Quel che è certo è che Moretti e la sua cricca sono dei banditi.
    Ma non puoi ottenere il rimborso per un biglietto non utilizzato?

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  11. Volevo provare a farlo, perché non ho potuto prendere la coincidenza causa ritardo e forse ci poteva stare. Per tutto il viaggio ci ho pensato, ma alla fine ero talmente stanco e incazzato che arrivato a Vercelli c'ho lasciato stare.
    Temistocle

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