Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 23 febbraio 2011

Marietto Pirillo e le scrittrici emergenti

Io faccio così.
Al mattino apro il blog, controllo il contatore (eh, la vanità!), guardo se ci sono commenti ai miei post, poi dalla bandella laterale controllo gli aggiornamenti degli amici. Naturalmente leggo anche i commenti ai loro pezzi e spesso mi capita di trovare interventi di, per me, sconosciuti. Allora faccio click sulla faccina del loro profilo e do' una sbirciatina in altri mondi. E così via di blog in blog. Alla fine mi ritrovo magari a leggere pezzi sulla sessualità delle balene ariane (?) che hanno scatenato l'indignazione di 30 persone, tra animalisti e non.
Oggi, facendo questo lavoro di incuneamento progressivo, per così dire, sono arrivato ad una blogger che chiameremo Safira (bel nome però, dovrò inserirlo nella mia lista dei nomi papabili per un racconto! Volevo avvisare che tutti i nomi che userò da qui in poi saranno di fantasia, per non incorrere alla fine in qualche denuncia per diffamazione). Safira, dunque, è raggiante, perché un suo racconto, a cui ha dedicato molto tempo ed energie ed in cui perciò credeva molto (come si fa a credere in un racconto? boh!) è stato non solo vincitore del concorso "Un racconto d'amore per i pinguini d'Alaska" lanciato dal noto blog di scrittura creativa "Gli uccelli hanno fame", ma è stato anche pubblicato dallo stesso blog con una nota critica del famoso gestore del sito e scrittore Marietto Pirillo. A cascata un mare di commenti in cui si sprecano i complimenti a Safira per la vittoria e anche per il racconto che tutti hanno divorato. Come potevo esimermi dall'andare a scoprire questo famosissimo blog di scrittura creativa (non si sa mai!) e leggermi l'emula, a detta di Marietto Pirillo, di Charlotte Bronte?
Non sono uso imprecare in alcun caso; ma l'aver perso quasi un quarto d'ora a seguire una ventenne infelice per un amore troncato di punto in bianco, che è attanagliata fino alle lacrime dal dubbio se rispondere o meno al telefono sapendo che è il suo ex, fuggire sul primo autobus che capita e alla fine piangere ancora, questa volta di gioia, quando un'amica le dice che lui ha lasciato un'altra molto più bella e sexy perché ha deciso di tornare da lei, facendole così sobbalzare il cuore, mi ha mandato fuori di testa.
Proprio oggi gli argomenti che vanno per la maggiore sui blog sono lo snobismo letterario, piccola editoria e print-on-demand, l'infodump e altro del genere, ma leggere queste cose è troppo.
Un esempio del genere (è tutto vero, tranne i nomi!) a volte fa pensare che le grande Case Editrici facciano bene a pubblicare sempre le solite menate, se le nuove sono queste. O che tutto quello o quasi che viene autoprodotto sia spazzatura. Ma come fa un blog di scrittura creativa che vuol essere serio non solo a premiare quella cosa che ha chiamato racconto, ma a farne una recensione così entusiastica? E allora gli altri contributi cos'erano? il diario della domenica che tutte le settimane il maestro ci obbligava a tenere alla scuola elementare? Spero solo che i malcapitati non abbiano dovuto anche pagare per partecipare al concorso!
Un omaggio all'arte vera.
TIM
(la foto è tratta da questo sito, che però non ha niente a che fare con quello del post, pur trattando anch'esso di scrittura creativa)

7 commenti:

  1. Meno male che non sono l'unico ad avere certe "impressioni".

    Purtroppo il livello di noi aspiranti scrittori (o ex aspiranti scrittori, se vogliamo essere obiettivi fino in fondo) è quello che è.

    Tutti scrivono scrivono e scrivono ma non è che si preoccupino più di tanto del risultato finale.

    Ciò non toglie che anche il livello "commerciale" non sia migliore. In più, il libro commerciale se vogliamo ha il limite di dover "piacere" a tutti i costi. Se non piaci non vendi e allora ciao, mentre gli scritti autoprodotti restano molto più liberi e genuini.

    D'altro canto, per cose autopubblicate o anche messe solo sul mio blog è facile finire nel giro "io faccio i complimenti a tutti così loro li fanno a me".

    Il dramma è che gente che 2-3 anni fa scriveva benino finita nel giro dei complimenti a tutti i costi alla fine scrive peggio di prima, percé se non ti fai il mazzo per superare i tuoi limiti alla fine sono i limiti che superano te (eh, questa mi è venuta così ^^).

    Io alla fine non credo nemmeno di avere il diritto di andare a rompere ancora le palle in giro, e di fare lo scrittore incompreso mi sono rotto le palle 2 anni fa. Ho semplicemente iniziato a cercare interessi più gratificanti.

    Simone

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  2. Non saprei che dire. In effetti il meccanismo è simile ai cinepanettoni vanziniani: se davvero (e a quanto pare è cosi) quegli pseudo-film hanno sempre un successo clamoroso, evidentemente il gusto dell'italiano medio, della maggioranza diciamo, è adatto a questi prodotti commercial-trash. E allora, da esponente della "minoranza", non posso fare altro che rassegnarmi al governo della democrazia del cattivo gusto e vivere clandestinamente assieme ad altri carbonari la ricerca di fiction con contenuti diversi rispetto a quelli dominanti.

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  3. @ Simone: non voglio essere ripetitivo (l'avrò già detto un centinaio di volte!), ma per fortuna ognuno di noi può scegliere. Cioé, al di là di tutti i discorsi, alla fine quando apro un libro o un file sul PC o sull'ereader, posso sempre chiuderlo dopo tre righe. Quindi che la gente scriva quello che vuole e quanto vuole, sarà io a fare la scrematura in conclusione.
    @ Ariano: D'accordissimo. Penso che i cinepanettoni o i librocolombe (di Pasqua) vendano perché è il gusto dell'italiano medio che è calato e di fronte a certa narrativa alza le mani e si dichiara sconfitto perché non è capace di arrivarci. Purtroppo non è stato educato, a scuola, a leggere in maniera critica e si accontenta di quello che passa Mondadori o Einaudi o chicchessia. Per andare in ambito televisivo, mi è capitato di vedere uno sceneggiato qualche mese fa. Gli argomenti trattati erano interessanti: le lotte operaie di inizio '900, il movimento anarchico, i rapporti familiari malati, anche una storia d'amore tormentata. Purtroppo gli sceneggiatori (come gli attori) erano dei cani e alla fine nessuno di quegli argomenti è stato affrontato seriamente, nessuno ha avuto uno sbocco, sono rimasti tutti sullo sfondo di una storia d'amore piena solo di culi e tette democratici che svolazzavano ad ogni piè sospinto. Naturalmente ci ho rinunciato.
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  4. @Tim: certo che la gente può scrivere come e quanto vuole, ci mancherebbe. Non volevo certo fare intendere il contrario.

    Simone

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  5. @ Simone: forse sono stato io ad avere un'espressione infelice. Era solo per dire che a volte, sotto certi punti di vista, questi possono diventare discorsi di lana caprina, come suol dirsi.
    Temistocle

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  6. Carissimo, inizierei con un caloroso e fragoroso si fottessero, condido con un succulento e sti cazzi...
    Se dovessimo scervellare le nostre misere testoline per le menate che ci propongono i così detti siti referenti e non, avremmo seri problemi di gestione quotidiana, quindi nulla ci deve distogliere dalla nostra capacità di scelta ed autonomia.

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  7. @ Mark: è vero. Comunque una discussione accademica ogni tanto non fa male. In fondo mentre fuori c'era il finimondo quei vescovi riuniti in conclave discutevano del sesso degli angeli ...
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