Sono in netto ritardo.
L'idea è venuta (toh, ma guarda un po'!) ad Alex Girola e ora tutti qui a rispondere.
Di cosa si tratta? Ma di adottare un ebook! Dargli, cioé, visibilità sul proprio blog, parlandone o... riparlandone.
Come già avevo detto nel commento al post del discendente austroungarico con la maglietta da vendicatore solitario, la mia prima scelta è caduta su Nunavut, di Samuel Marolla, autore tra l'altro anche dell'ultimo e bellissimo Il colosso addormentato .
E visto che è possibile adottarne più di uno, la mente è andata subito a L'ultimo libro del maestro di Ariano Geta, a cui sono particolarmete legato per diversi motivi, ma anzitutto perché è un bellissimo libro. E spero che questa mia segnalazione lo faccia scoprire a qualcuno che ancora non l'ha fatto.
E' tutto qui.
Ho in mente tanti altri lavori che hanno allietato (come si dice) le mie ore di lettura, tutti racconti o romanzi bellissimi, ben scritti, di autori bravissimi che conosco e con cui condivido anche l'area blogger.
Ma questi due sono i primi ad essermi venuti in mente.
Magari qualche volta farò un post del tipo: i migliori 5 ebook di sempre! ma per ora questo genere di cose sono fuori dai miei interessi immediati.
Perciò, buon fine settimana e... fate in bravi!
TIM
sabato 8 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
Comici di razza
Questo è il nostro Presidente del Consiglio.
E questo è il nostro Antonio Albanese:
Chi dei due ha sbagliato mestiere?
O abbiamo sbagliato noi a nascere in Italia?
TIM
E questo è il nostro Antonio Albanese:
Chi dei due ha sbagliato mestiere?
O abbiamo sbagliato noi a nascere in Italia?
TIM
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giovedì 6 ottobre 2011
Le interviste possibili: Daniele Imperi
Ci vuole molta pazienza a stare dietro alle risposte di Daniele Imperi, e soprattutto bisogna stare attenti a dove si mettono le mani, anzi le virgole. Anche perché Daniele è uno di quelli che mestiere ne ha da vendere, anzi da insegnare, visto che il suo blog parla proprio di questo. Ma è anche uno di quelli che alla teoria fa seguire la pratica (avete letto i suoi racconti? e soprattutto il suo contributo al Survival Blog?) E poi uno che ha al suo attivo, tra l’altro, la gestione di un sito su Edgar Allan Poe merita tutto il mio rispetto. E magari qualche volta finirò anche nel suo blog sugli scrittori seri! Quindi cercherò di intervenire il meno possibile, per evitare di cadere nelle sue reprimenda. D’altra parte lui stesso ammette di essere un asociale e… ops, forse questo non dovevo dirlo. Pensate che mi manderà gli omini con l'impermeabile giallo adesso?
Cerchiamo di cominciare. Ci vuoi dare qualche notizia anagrafica su i te?
Notizia anagrafica? Cioè vuoi sapere quando sono nato e dove abito? Vuoi anche il codice fiscale?
Dunque, sono nato parecchio tempo fa, un po' dopo la guerra del Vietnam, verso la fine degli anni '60, prima della scoperta della Luna, ma dopo l'indipendenza del Kenya (Kenya libre!), prima che arrivassero quei tipi strani chiamati hippy, ma dopo l'invenzione del primo personal computer. Insomma, fatevi due calcoli.
Vivo a Roma, in zona abbastanza caotica e centrale.
Lo sapevo che sbagliavo già la prima! Ma ora m’impegno e mi rifaccio con la seconda, che dovrebbe essere più tranquilla. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuto? La tua famiglia metteva il becco nelle tue scelte?
Da bambino mica leggevo. O, meglio, imparai a leggere presto, tanto che in macchina rompevo le tasche ai miei perché leggevo tutti i cartelli pubblicitari che incontravamo. Ma di libri neanche l'ombra. Però ho letto tantissimi Topolino.
Riguardo ai film, non saprei. Quando ero piccolo la tv offriva molto poco, ma ricordo volentieri i cartoni animati americani di quel tempo, Braccio di Ferro, Betty Boop, Felix the Cat e altri del genere. I cartoni giapponesi non mi hanno mai affascinato, però, anche se vedevo Jeeg Robot, Danguard e Gundam.
Musica pressoché zero. La musica, purtroppo, non ha mai fatto molta presa su di me. Sono uno che ha sempre amato e preferito il silenzio a qualsiasi suono o voce. Comunque da ragazzetto sentivo Elvis Presley, che mi piace tuttora, e poi sono divenuto fan degli U2, finché non hanno cominciato a produrre robaccia come negli ultimi 3 album.
Bene, bene, tutto regolare finora. Infanzia felice davanti alla tv generalista, sane letture e musica d’annata (rigorosamente con l’apostrofo). E ora che sei cresciuto, come sono cambiati i tuoi gusti? Hai per caso perso l’apostrofo?
Il formaggio fuso continua a non piacermi. Ah, scusa, parlavi in senso letterario-cinematografico-musicale? Non sono cambiati molto. Mi piace leggere tutto ciò che mi fa evadere dalla realtà. Preferisco libri d'avventura, horror, fantastici, ma anche gialli, classici, storici, saggi sul periodo della Seconda Guerra Mondiale.
Un tipo tranquillo, alla fine, anche se la foto che ci hai mandato ha un che di inquietante. Veniamo a qualcosa di diverso, per esempio l’ambiente che ti ha sopport…. cioè ospitato finora. Ti piace il posto (geografico e umano) dove sei cresciuto e come ti ha influenzato? anche nello scrivere…
No, il posto, sia geografico che umano (ma che vuol dire umano? Un posto può essere umano? Che dici, Temistocle? Che dici?), non mi piace. Il mio quartiere non mi è mai piaciuto, sia per come è conformato che come gente che ci abita. Roma non mi piace, io sogno di vivere in una casa isolata, in mezzo al verde e al silenzio, con terra intorno e freddo sia d'estate che d'inverno (beh, d'inverno per forza).
Nessun luogo ha influenzato la mia scrittura. Quella viene da dentro. È un misto di tutto quello che ho vissuto e che mi piace.
E a chi non piacerebbe vivere in un posto come quello di cui parli? Almeno per me sarebbe il top, visto che non sopporto neanche il caldo d’estate. L’importante è che non ci siano zanzare, perché da quando vivo a Vercelli sono il mio incubo! La tua famiglia, intanto, si interessa a quello che fai, come blogger, scribacchino, artista…
E che ne so? No, non credo, anche perché non ho mai reso i miei familiari partecipi delle mie passioni. Non credo neanche che sappiano che scribacchio storie. Però sanno che disegno vignette.
Capitolo amici. Come li scegli, o come loro scelgono te? e loro, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog?
Gli amici mica si scelgono. E che siamo al supermercato? Succede che conosci una persona, scopri che ti ci prendi, poi ti ci frequenti, sempre più spesso, ci finisci a letto... no, cavolo sto dicendo? Ricominciamo: Succede che conosci una persona, scopri che ti ci prendi, poi ti ci frequenti, sempre più spesso, ci finisci per diventare amico. Come scelgono me ancora me lo chiedo: sono un tipo difficile. Molti dei miei amici sanno che gestisco blog (al plurale, perché ne ho aperti diversi e ne porto avanti più di uno), qualcuno, pochi, molto pochi, sanno che mi piace scrivere.
Chi in un modo chi nell’altro, penso tutti ci facciamo o ci siamo fatti domande particolari su qualcosa che sta o potrebbe stare fuori di noi e governare le nostre vite. Tu sei credente in qualche modo?
Un tempo lo ero. Ma soltanto perché così sono stato educato. Poi ho smesso, è successo quasi all'improvviso, ma della religione cominciavo ad averne le tasche piene da svariati anni. Ora non credo a nulla che non sia scientificamente provato. Al di sopra di me c'è la natura e ci sono le sue leggi. Se vuoi chiamarla dio a me sta bene.
In effetti alcuni di quelli che credono ad oltranza ritengono che anche questa sia una credenza che rasenta la religione, e anzi da questa posizione cercano comunque di farti ammettere che, in fin dei conti, sei credente e devi fare solo l’ultimo passo. Verso dove, poi? Veniamo invece alla scrittura: da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?
Dal cappello magico. Ne ho uno nascosto nell'armadio. Non so da dove vengano fuori, però non mi piace parlare di personaggi, ma di storie. Io sono legato alle storie, non ai personaggi. Non ne ho ancora uno a cui essere affezionato, io non amo molto i legami, mi fanno sentire prigioniero. Nella mia testa nasce un'idea, una situazione, e attorno ci scrivo una storia.
A proposito di personaggi, ce n’è uno (o un fatto storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e che ha influito e influisce sulle tue scelte?
Non ho capito la domanda. Ne hai un'altra? Quali scelte? Parlando in generale, non mi piace essere influenzato. Sono però legato a dei periodi storici, come il Medioevo. Anzi direi a partire dal Medioevo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Quello che è accaduto dopo non mi attira per niente. E anche la preistoria mi piace, possibilmente prima della nascita del genere homo.
Ecco forse dove ti ho visto! In qualche quadro di cavalieri erranti sempre pronti alla pugna per la loro bella! Ma non dovresti portare l'elmo e la calza maglia? Ma tocchiamo ora le dolenti note (perché poi si dice così? Ah, già! Lo diceva quel tizio -tanto per restare in tema medioevo- con quello strano cappello in testa, quello che ha mandato i potenti a far… cioè all’inferno): ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
Mi pare di avere appena risposto a questa domanda. L'Italia di oggi la detesto. Non ha nessun pregio, a parte aver tirato fuori alcuni bravi scrittori che leggo volentieri. Difetti tantissimi, ma non basta lo spazio per elencarli tutti e poi non mi piace fare politica. Le potenzialità? Tantissime. Con tutte le bellezze artistiche e naturali che abbiamo e col cibo migliore del mondo potremmo vivere di turismo.
Ho paura di sentire la tua risposta alla prossima domanda, ma la libertà di parola è il primo articolo della carta costituzionale del mio garage. Perciò ti chiedo: cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?
Se devo dire la verità a me non sono mai andati a genio, perché non c'è mai stata una giusta politica a questo riguardo. L'immigrazione selvaggia è un danno per un paese. Quello che si è verificato in Italia non si vede da nessuna parte. Non si può entrare in un paese senza documenti e soprattutto pretendendo lavoro e casa, quando non possiamo dare lavoro e casa ai nostri giovani. E non trovo giusto che vengano cambiati gli equilibri di un paese con l'immigrazione. Se io vado ad abitare in un'altra nazione, devo adeguarmi agli usi e costumi di quella nazione. Non posso cambiarne l'aspetto, il tessuto sociale e culturale. Devo rispettare il paese che mi ospita. Anzi, devo comportarmi meglio che nel mio. E mi sembra che qui da noi succeda l'esatto contrario.
Quello che non sopporto, però, è che si equipari l'immigrazione di oggi all'emigrazione della nostra gente. Il mio bisnonno emigrò in America, ma la forza lavoro era stata richiesta espressamente, si partiva coi documenti e si doveva passare una visita medica. Chi non la passava tornava a casa. Non è quello che avviene oggi in Italia. E soprattutto nessun italiano è mai fuggito a causa di una guerra in Italia, ma è restato a combattere e a ricostruire. Con quello che ho scritto mi attirerò le antipatie del 99% dei lettori, ma non mi passerà certo l'appetito per questo.
Questo l’avevo capito sin dall’inizio dell’intervista, e cioè che non hai peli sulla lingua. Mi sa che ho fatto proprio bene ad intervistarti. Fa sempre piacere trovare qualcuno che parla fuori dal coro dei buonisti, specie quando le opinione sono ben motivate; e devo dire che molte delle tue motivazioni le condivido in pieno. Ed ora una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Un libro che ho scritto. Magari devo prima decidermi a scriverne uno.
Visto che l’estate è ormai finita da un pezzo, ti chiedo dove hai trascorso le tue vacanze.
Sono stato una settimana sulle Dolomiti a fare trekking e ferrate, con la speranza di sentire un po' di freddo, invece sono tornato a casa abbronzato. Io odio il caldo, sto male fisicamente, emotivamente e psicologicamente d'estate.
(Questa la lascio, perché ho anch'io un orgoglio da nutrire!)
Bella intervista, Tim. Complimenti, m'è piaciuta davvero. Ed è pure la prima che “subisco”. Magari pure l'ultima, chi può dirlo? Nel caso, te l'autografo, così vale di più.
Ecco, siamo alla fine. Sono molto contento di aver ospitato Daniele in questa piccola rubrica. Abbiamo scherzato su quello su cui si poteva scherzare; e abbiamo discusso seriamente delle cose serie. E mi sembra che un altro personaggio sia venuto fuori a tutto tondo. Anzi, non un personaggio, ma una persona (come dico sempre io), perché i personaggi sono creati, spesso ad arte; le persone sono quelle che ti trovi davanti tutti i giorni. E con uno come Daniele è bello confrontarsi, perché ha le idee chiare e le esprime molto chiaramente.
Penso che musica che ha scelto, poi, la dica tutta su come intende lui la vita. Più chiaro di così!
TIM
(Le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo, Daniele e Donata)
Cerchiamo di cominciare. Ci vuoi dare qualche notizia anagrafica su i te?
Notizia anagrafica? Cioè vuoi sapere quando sono nato e dove abito? Vuoi anche il codice fiscale?
Dunque, sono nato parecchio tempo fa, un po' dopo la guerra del Vietnam, verso la fine degli anni '60, prima della scoperta della Luna, ma dopo l'indipendenza del Kenya (Kenya libre!), prima che arrivassero quei tipi strani chiamati hippy, ma dopo l'invenzione del primo personal computer. Insomma, fatevi due calcoli.
Vivo a Roma, in zona abbastanza caotica e centrale.
Lo sapevo che sbagliavo già la prima! Ma ora m’impegno e mi rifaccio con la seconda, che dovrebbe essere più tranquilla. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuto? La tua famiglia metteva il becco nelle tue scelte?
Da bambino mica leggevo. O, meglio, imparai a leggere presto, tanto che in macchina rompevo le tasche ai miei perché leggevo tutti i cartelli pubblicitari che incontravamo. Ma di libri neanche l'ombra. Però ho letto tantissimi Topolino.
Riguardo ai film, non saprei. Quando ero piccolo la tv offriva molto poco, ma ricordo volentieri i cartoni animati americani di quel tempo, Braccio di Ferro, Betty Boop, Felix the Cat e altri del genere. I cartoni giapponesi non mi hanno mai affascinato, però, anche se vedevo Jeeg Robot, Danguard e Gundam.
Musica pressoché zero. La musica, purtroppo, non ha mai fatto molta presa su di me. Sono uno che ha sempre amato e preferito il silenzio a qualsiasi suono o voce. Comunque da ragazzetto sentivo Elvis Presley, che mi piace tuttora, e poi sono divenuto fan degli U2, finché non hanno cominciato a produrre robaccia come negli ultimi 3 album.
Bene, bene, tutto regolare finora. Infanzia felice davanti alla tv generalista, sane letture e musica d’annata (rigorosamente con l’apostrofo). E ora che sei cresciuto, come sono cambiati i tuoi gusti? Hai per caso perso l’apostrofo?
Il formaggio fuso continua a non piacermi. Ah, scusa, parlavi in senso letterario-cinematografico-musicale? Non sono cambiati molto. Mi piace leggere tutto ciò che mi fa evadere dalla realtà. Preferisco libri d'avventura, horror, fantastici, ma anche gialli, classici, storici, saggi sul periodo della Seconda Guerra Mondiale.
Un tipo tranquillo, alla fine, anche se la foto che ci hai mandato ha un che di inquietante. Veniamo a qualcosa di diverso, per esempio l’ambiente che ti ha sopport…. cioè ospitato finora. Ti piace il posto (geografico e umano) dove sei cresciuto e come ti ha influenzato? anche nello scrivere…
No, il posto, sia geografico che umano (ma che vuol dire umano? Un posto può essere umano? Che dici, Temistocle? Che dici?), non mi piace. Il mio quartiere non mi è mai piaciuto, sia per come è conformato che come gente che ci abita. Roma non mi piace, io sogno di vivere in una casa isolata, in mezzo al verde e al silenzio, con terra intorno e freddo sia d'estate che d'inverno (beh, d'inverno per forza).
Nessun luogo ha influenzato la mia scrittura. Quella viene da dentro. È un misto di tutto quello che ho vissuto e che mi piace.
E a chi non piacerebbe vivere in un posto come quello di cui parli? Almeno per me sarebbe il top, visto che non sopporto neanche il caldo d’estate. L’importante è che non ci siano zanzare, perché da quando vivo a Vercelli sono il mio incubo! La tua famiglia, intanto, si interessa a quello che fai, come blogger, scribacchino, artista…
E che ne so? No, non credo, anche perché non ho mai reso i miei familiari partecipi delle mie passioni. Non credo neanche che sappiano che scribacchio storie. Però sanno che disegno vignette.
Capitolo amici. Come li scegli, o come loro scelgono te? e loro, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog?
Gli amici mica si scelgono. E che siamo al supermercato? Succede che conosci una persona, scopri che ti ci prendi, poi ti ci frequenti, sempre più spesso, ci finisci a letto... no, cavolo sto dicendo? Ricominciamo: Succede che conosci una persona, scopri che ti ci prendi, poi ti ci frequenti, sempre più spesso, ci finisci per diventare amico. Come scelgono me ancora me lo chiedo: sono un tipo difficile. Molti dei miei amici sanno che gestisco blog (al plurale, perché ne ho aperti diversi e ne porto avanti più di uno), qualcuno, pochi, molto pochi, sanno che mi piace scrivere.
Chi in un modo chi nell’altro, penso tutti ci facciamo o ci siamo fatti domande particolari su qualcosa che sta o potrebbe stare fuori di noi e governare le nostre vite. Tu sei credente in qualche modo?
Un tempo lo ero. Ma soltanto perché così sono stato educato. Poi ho smesso, è successo quasi all'improvviso, ma della religione cominciavo ad averne le tasche piene da svariati anni. Ora non credo a nulla che non sia scientificamente provato. Al di sopra di me c'è la natura e ci sono le sue leggi. Se vuoi chiamarla dio a me sta bene.
In effetti alcuni di quelli che credono ad oltranza ritengono che anche questa sia una credenza che rasenta la religione, e anzi da questa posizione cercano comunque di farti ammettere che, in fin dei conti, sei credente e devi fare solo l’ultimo passo. Verso dove, poi? Veniamo invece alla scrittura: da dove vengono fuori i tuoi personaggi e le tue storie? qual è un tuo personaggio, o lavoro, a cui sei particolarmente affezionato?
Dal cappello magico. Ne ho uno nascosto nell'armadio. Non so da dove vengano fuori, però non mi piace parlare di personaggi, ma di storie. Io sono legato alle storie, non ai personaggi. Non ne ho ancora uno a cui essere affezionato, io non amo molto i legami, mi fanno sentire prigioniero. Nella mia testa nasce un'idea, una situazione, e attorno ci scrivo una storia.
A proposito di personaggi, ce n’è uno (o un fatto storico, politico, religioso, sociale) a cui ti senti particolarmente legato e che ha influito e influisce sulle tue scelte?
Non ho capito la domanda. Ne hai un'altra? Quali scelte? Parlando in generale, non mi piace essere influenzato. Sono però legato a dei periodi storici, come il Medioevo. Anzi direi a partire dal Medioevo fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Quello che è accaduto dopo non mi attira per niente. E anche la preistoria mi piace, possibilmente prima della nascita del genere homo.
Ecco forse dove ti ho visto! In qualche quadro di cavalieri erranti sempre pronti alla pugna per la loro bella! Ma non dovresti portare l'elmo e la calza maglia? Ma tocchiamo ora le dolenti note (perché poi si dice così? Ah, già! Lo diceva quel tizio -tanto per restare in tema medioevo- con quello strano cappello in testa, quello che ha mandato i potenti a far… cioè all’inferno): ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
Mi pare di avere appena risposto a questa domanda. L'Italia di oggi la detesto. Non ha nessun pregio, a parte aver tirato fuori alcuni bravi scrittori che leggo volentieri. Difetti tantissimi, ma non basta lo spazio per elencarli tutti e poi non mi piace fare politica. Le potenzialità? Tantissime. Con tutte le bellezze artistiche e naturali che abbiamo e col cibo migliore del mondo potremmo vivere di turismo.
Ho paura di sentire la tua risposta alla prossima domanda, ma la libertà di parola è il primo articolo della carta costituzionale del mio garage. Perciò ti chiedo: cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?
Se devo dire la verità a me non sono mai andati a genio, perché non c'è mai stata una giusta politica a questo riguardo. L'immigrazione selvaggia è un danno per un paese. Quello che si è verificato in Italia non si vede da nessuna parte. Non si può entrare in un paese senza documenti e soprattutto pretendendo lavoro e casa, quando non possiamo dare lavoro e casa ai nostri giovani. E non trovo giusto che vengano cambiati gli equilibri di un paese con l'immigrazione. Se io vado ad abitare in un'altra nazione, devo adeguarmi agli usi e costumi di quella nazione. Non posso cambiarne l'aspetto, il tessuto sociale e culturale. Devo rispettare il paese che mi ospita. Anzi, devo comportarmi meglio che nel mio. E mi sembra che qui da noi succeda l'esatto contrario.
Quello che non sopporto, però, è che si equipari l'immigrazione di oggi all'emigrazione della nostra gente. Il mio bisnonno emigrò in America, ma la forza lavoro era stata richiesta espressamente, si partiva coi documenti e si doveva passare una visita medica. Chi non la passava tornava a casa. Non è quello che avviene oggi in Italia. E soprattutto nessun italiano è mai fuggito a causa di una guerra in Italia, ma è restato a combattere e a ricostruire. Con quello che ho scritto mi attirerò le antipatie del 99% dei lettori, ma non mi passerà certo l'appetito per questo.
Questo l’avevo capito sin dall’inizio dell’intervista, e cioè che non hai peli sulla lingua. Mi sa che ho fatto proprio bene ad intervistarti. Fa sempre piacere trovare qualcuno che parla fuori dal coro dei buonisti, specie quando le opinione sono ben motivate; e devo dire che molte delle tue motivazioni le condivido in pieno. Ed ora una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Un libro che ho scritto. Magari devo prima decidermi a scriverne uno.
Visto che l’estate è ormai finita da un pezzo, ti chiedo dove hai trascorso le tue vacanze.
Sono stato una settimana sulle Dolomiti a fare trekking e ferrate, con la speranza di sentire un po' di freddo, invece sono tornato a casa abbronzato. Io odio il caldo, sto male fisicamente, emotivamente e psicologicamente d'estate.
(Questa la lascio, perché ho anch'io un orgoglio da nutrire!)
Bella intervista, Tim. Complimenti, m'è piaciuta davvero. Ed è pure la prima che “subisco”. Magari pure l'ultima, chi può dirlo? Nel caso, te l'autografo, così vale di più.
Ecco, siamo alla fine. Sono molto contento di aver ospitato Daniele in questa piccola rubrica. Abbiamo scherzato su quello su cui si poteva scherzare; e abbiamo discusso seriamente delle cose serie. E mi sembra che un altro personaggio sia venuto fuori a tutto tondo. Anzi, non un personaggio, ma una persona (come dico sempre io), perché i personaggi sono creati, spesso ad arte; le persone sono quelle che ti trovi davanti tutti i giorni. E con uno come Daniele è bello confrontarsi, perché ha le idee chiare e le esprime molto chiaramente.
Penso che musica che ha scelto, poi, la dica tutta su come intende lui la vita. Più chiaro di così!
TIM
(Le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo, Daniele e Donata)
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domenica 2 ottobre 2011
Mokambo, omaggio a Paolo Conte.
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| qui |
Dopo il mio post di lunedì in cui mettevo a disposizione di chi fosse interessato alcuni miei vecchi lavori (ben poca cosa, per carità), l'amico Ariano ha risposto all'appello e, come dicevo anche qui, ci siamo scambiati qualche file... letterario.
E così tra una mail e un'altra è venuto fuori Mokambo, omaggio a Paolo Conte, che trovate al link dell'altro mio blog; abbiate solo la pazienza di fare un passaggio in più.
Come spiego nella postfazione, è un racconto scritto praticamente di getto più di 25 anni fa, suggestionato dalle note de La ricostruzione del Mocambo del maestro Paolo Conte. Non era neanche concluso anche perché, come spero leggerete, sono soprattutto pensieri, sensazioni, senza una storia precisa. O meglio, la storia c'era ma si trattava di un fermo immagine, se così posso dire, della cattura di un momento.
Ebbene, Ariano è riuscito a dare un senso a quel groviglio di pensieri, a costruire una situazione che era appena accennata e a tirarne fuori il racconto che avete davanti. Il merito, perciò, è sicuramente più suo che mio, perché l'idea c'era ma andava concretizzata e resa fruibile. Sicuramente il testo materiale è quello originale, ma il suo lavoro è stato sopraffino nell'aggiungere e nel togliere, nel collegare frasi e nello scegliere parole.
Ora giudicate un po' voi il risultato. E, se volete, fateci sapere, commentando qui sotto o sul blog di Ariano.
Intanto, vogliate gradire Paolo Conte, magari mentre leggete il nostro piccolo omaggio alla sua bravura.
TIM
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sabato 1 ottobre 2011
La casa... sfocata
In attesa di una piccola sorpresa, che potrebbe arrivare stasera o lunedì mattina al massimo, un post curioso (o almeno al di là degli argomenti trattati dal mio blog).
Sicuramente vi sarete chiesti come mai abbia messo una foto che si vede sgranata a corredo del pezzo.
E invece no, la foto non sta lì per allietare la lettura, ma è il pezzo, l'argomento del post.
Come sapete ormai tutti, ho passato le vacanze a Bassano del Grappa e un giorno ho fatto una puntata ad Asiago, altro posto meraviglioso, almeno per me che amo la montagna. Armato della mia fida macchinetta digitale, ho iniziato a fare foto di quelle che si fanno sempre in vacanza: balconi fioriti, parchi verdi con e senza le altalene, scorci panoramici con laghetti inclusi nella vista.
Quel giorno la mia attenzione fotografica è stata attratta anche da un albergo dall'aspetto tipicamente montano: molto legno e mattoni rossi, balconi pieni di fiori, tetti spioventi da neve. Naturalmente ho scattato subito una foto.
E qui nasce il mistero.
Sicuramente vi sarete chiesti come mai abbia messo una foto che si vede sgranata a corredo del pezzo.
E invece no, la foto non sta lì per allietare la lettura, ma è il pezzo, l'argomento del post.
Come sapete ormai tutti, ho passato le vacanze a Bassano del Grappa e un giorno ho fatto una puntata ad Asiago, altro posto meraviglioso, almeno per me che amo la montagna. Armato della mia fida macchinetta digitale, ho iniziato a fare foto di quelle che si fanno sempre in vacanza: balconi fioriti, parchi verdi con e senza le altalene, scorci panoramici con laghetti inclusi nella vista.
Quel giorno la mia attenzione fotografica è stata attratta anche da un albergo dall'aspetto tipicamente montano: molto legno e mattoni rossi, balconi pieni di fiori, tetti spioventi da neve. Naturalmente ho scattato subito una foto.
E qui nasce il mistero.
La foto in questione è questa. Mi direte che ho sbagliato a regolare il fuoco, o l'obiettivo, o lo zoom o tutto quello che si può sbagliare ad impostare. E invece no. Ho provato a scattare la foto da angolazioni diverse, con regolazioni delle funzioni della macchina diverse, ho regolato anche su scatto automatico: il risultato è sempre stato quello che state vedendo.
Nella mia mente malata da scribacchino ho subito pensato che la casa non volesse farsi fotografare, come se custodisse un segreto che potesse essere svelato solo da un occhio meccanico, non umano. E subito sono nati possibili scenari per un racconto (che naturalmente non scriverò mai); che però sono morti subito dopo davanti ad un panino con prosciutto e formaggio, rigorosamente di Asiago. Della serie: può più la gola che la penna!
In verità non avevo pensato a raccontare in un post questa cosa, ma qualche giorno dopo il rientro dalle vacanze, scrivendo a Edu e parlando del fatto, lui mi ha consigliato di fare il pezzo corredandolo della foto: magari qualcuno avrebbe potuto darmi una spiegazione, scientifica o meno.
E quindi eccola qua, in tutta la sua... sfocatezza!
E allora? che mi dite? è una prova che sono arrivati gli alieni o è solo che non valgo niente come fotografo?
A presto e... fate i bravi!
TIM
mercoledì 28 settembre 2011
Le interviste possibili: Donata liber@discrivere
Ed ecco il secondo post della giornata, come promesso. E come promesso è una sorpresa che spero gradita: la ripresa delle interviste dopo la pausa estiva. Rimangono ancora 4-5 amici da mettere sulla graticola di queste pagine, ma può essere che qualcuno possa aggiungersi (un paio di nomi ce l'ho, ma se qualcuno si vuol fare avanti o vuole darmi qualche suggerimento...). Per ora restiamo ben saldi coi piedi per terra e andiamo avanti. Ecco a voi...
... non sarà forse una dark lady, ma sicuramente è la prima donna–blogger a comparire nella mia pagina delle interviste. Devo ammettere di conoscere poco di lei, visto che non è molto che seguo il suo sito e che non è neanche nel mio blogroll. Ma questo non vuol dire che non trovi interessante quello che scrive e come lo fa’ (d’altra parte non si può riempire la famosa bandella laterale con tutto ciò che si segue).
Perciò immergiamoci subito nelle domande.
(avvertenza per chi legge: non cominciamo a fare le solite battutine maschiliste, che sennò vi caccio tutti fuori dal garage. E non ci facciamo riconoscere!)
Liber@discrivere. Come mai questo nick così particolare ed
evocativo? Cosa vuoi nascondere?
Chi c’è dietro al nick liber@discrivere e all’occhio spiritato che avevo scelto come avatar, poi sostituito dagli occhioni del mio micio Nerone? si nasconde Donata, una pazza scatenata nata a Padova ventinove anni fa sotto il segno dell’ariete, testarda e cocciuta come pochi. Se dovessi dare una breve descrizione di me stessa, mi definirei uno spirito ribelle, perché se c’è una cosa che detesto è stare legata al mondo annoiato che mi circonda e faccio di tutto per avere la mia liberà. Vivo per scoprire cose nuove, vado dove mi porta il vento della Natura (non dove mi porta il cuore!!), amo la lettura e la scrittura perché mi consentono di viaggiare con la mente pur rimanendo ben ancorata al terreno. Ecco perché ho scelto questo nick: dietro liber@discrivere c’è tutto il mio mondo, ci sono io, ci sono i miei sogni, le mie speranze e le mie paure.
Di secondo nome faccio Ginevra, ed è un nome che adoro, ma non è che come la regina bramo avere un marito ricco e potente (ma non vecchio!) come Artù e un amante appassionato e ganzo come Lancillotto! Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, giusto? Sono single per scelta (altrui, ma non rigiriamo il coltelin nella piaga) e ho una passione sfrenata per fantasmi, case stregate, piante carnivore, scorpioni, serpenti, pipistrelli. Sarà per questo che sono ancora single? Rido. Amo il calcio (tifosissima del Milan) e le Lamborghini. Ne possiedo due: una Diablo gialla in scala 1:35 e una Aventador nera sullo schermo del cellulare.
Solo per questo riferimento al Milan dovrei interrompere qui l’intervista! Arrivederci e grazie, è stato bello esserci conosciuti e pimm e pamm e addio! Ma sono di parola e allora andiamo avanti. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuta? c’ero lo zampino della tua famiglia nelle tue scelte?
Sono cresciuta negli anni ’80, quindi con i programmi tv, i film e la musica di quell’epoca: ricordo Happy Days, Giochi senza frontiere e soprattutto l’Almanacco del giorno dopo, con la sua sigla che ancor oggi quando la sento mi vengono le lacrime agli occhi perché tanto tempo è passato. Ricordo i cartoni animati di Bim Bum Bam: quelli sì che erano cartoni, non quelli di oggi che sono un’accozzaglia di violenza e stupidaggini. Guardavo poca tv, questo lo ammetto: trascorrevo le mie giornate a leggere e scrivere, ma soprattutto a leggere. A casa ho montagne di libri accatastati ovunque, e non ho il coraggio di buttar via nulla… ho ancora i libri di scuola delle elementari! Prima o poi quelle montagne crolleranno e allora verranno a cercare le mie povere ossa sotto l’enciclopedia dantesca che con tanta fatica (e soldi) ho messo assieme o sotto la storia generale della letteratura italiana che gelosamente conservo. La mia famiglia ha sempre appoggiato le mie scelte, anzi le ha incoraggiate. I miei genitori sono soliti ripetere che “i soldi meglio spesi sono quelli per i libri”, perché dei libri resta sempre qualcosa, e leggere è la vera medicina della mente. Così mi hanno sempre appoggiata, anche e soprattutto nella scelta della facoltà universitaria: sono laureata in lettere moderne, e ho una specializzazione in filologia medievale, perché adoro il medioevo in tutte le sue forme. Ho scelto questa facoltà perché avrei voluto insegnare, e difatti di questi tempi è la scelta davvero migliore ^__^, e loro hanno sempre appoggiato la mia scelta, anche se rischiosa dal punto di vista del mio futuro economico. Oggi non insegno, ed è un peccato perchè adoro i bambini, ma ringraziando il cielo ho trovato un ottimo impiego nell’ambito della comunicazione, e questo per me è fantastico, perché difficilmente si riesce a trovare un lavoro che piace davvero.
Ora che hai realizzato, almeno in un certo qual modo, le tue aspirazioni, hai cambiato le tue preferenze?
Sono cresciuta, ma pur crescendo i miei gusti sono rimasti tali. Continuo a guardare poca tv perché quella che fanno non so se si possa davvero definire tv, a parte qualche (rara) eccezione, ascolto molta musica di tutti i generi, suono il pianoforte, ma soprattutto leggo, leggo, leggo! Ho letto, e leggo, di tutto: dai saggi letterari a classici italiani o latini, da libri d’esoterismo ai romanzi di fantascienza rubati a mio papà, dai gialli (indimenticabili quelli di Agatha Christie) ai romanzi horror, dalle riviste di arredamento ai manuali di cucina della mamma e per finire leggo le guide turistiche. Tante volte le sfoglio quasi per scommessa, e ogni volta scopro qualche luogo che mi vien voglia di visitare. E poi scrivo. Ero partita con delle poesie che pubblicavo sul sito liberodiscrivere, poi per mancanza di tempo e anche perché la frequenza all’università mi prendeva troppo tempo, ho abbandonato il sito, ma la passione per la scrittura non è mai venuta meno. Ho scritto diversi racconti, mai pubblicati, ma è ora che qualcosa esca, altrimenti non ha senso scrivere per se stessi: non va bene essere egoisti! Ho aperto il blog anche per questo motivo, e se da marzo a oggi ho totalizzato tante visite beh vuol dire che qualche capacità ce l’ho, ed è ora di metterla a frutto!
Penso proprio che tu abbia ragione. Spesso mi chiedo perché scrivo, se poi nessuno mi legge o a nessuno interessa e/o piace quello che scrivo. Ma poi mi dico che se scrivo è perché mi piace farlo e mettere la parola fine ad una storia da’ sempre una certa soddisfazione. Ma torniamo alla signora dei fantasmi (parole tue!) e cambiamo argomento: ti piace il posto sei cresciuta o vivi adesso? E come ti ha influenzato?
Sono nata a Padova, ma sono di origine bresciana, e ci tengo a sottolinearlo. Mi piace molto la mia terra, è una terra piena di storia e cultura, e adoro girare e informarmi su ciò che mi circonda. Devo ammettere però che i padovani sono piuttosto “chiusi” caratterialmente: non parlano mai di loro spontanea volontà, si chiudono in un clima quasi omertoso che di certo non aiuta, ma non mi abbatto di fronte a nulla. Da brava ariete, continuo a dare cornate alle porte finché queste non si aprono. Due sono le soluzioni: o si aprono le porte, o mi rompo la testa io. Finora però hanno ceduto sempre le porte…Così di fronte ai rifiuti della gente di svelare i propri segreti io ho continuato imperterrita per la mia strada, scavando nella storia per portare alla luce ciò che mi interessa. Questo si vede, credo, soprattutto nei post che scrivo. Non mi limito a dare la notizia in sé, ma mi piace andare a fondo della faccenda, scovare cose nuove, inedite, e informarmi, girare, chiedere. Certo, la tematica del mio blog, interamente dedicata al mistero in tutte le sue forme, di per sé incontra tante difficoltà, perché la gente spesso non parla volentieri di fantasmi e case stregate e cose simili, ma proprio per questo la ricerca si fa interessante e quando so di aver in mano una storia succulenta da raccontare….beh sono peggio d’un carro armato!
La tua famiglia si interessa a quello che fai oggi?
La mia famiglia sa che ho un blog, e spesso lo leggono. La sola cosa che non comprendono è il motivo per cui ho scelto proprio questa tematica. Mia mamma infatti dice spesso che avrei potuto cimentarmi in un blog di ricette, ma… con i fantasmi c’è più gusto! Anche se spesso certe storie di cui vengo a conoscenza sono davvero troppo “particolari” e anche io capisco che è meglio non raccontare nulla…Tutto quello che riguarda questi argomenti per me ha un fascino tremendo…tante volte mi trovo a voler visitare un luogo e descriverlo solo perché so che dietro a quel posto c’è una storia particolare da raccontare. Non ho mai visto un fantasma, questo è vero, ma tante volte mi capita di visitare dei luoghi o trovarmi in altri spazi, e avvertire qualcosa di “strano” nell’atmosfera…così, apparentemente senza motivo. Mi sento osservata, sento di non esser sola, e poi scopro che quel posto che mi suscita queste emozioni strane è stato in effetti oggetto di qualche evento particolare. È questo che è successo ad Asiago qualche anno fa, quando giunta davanti a una casa ho provato una stranissima sensazione, e investigando sono venute alla luce alcuni aspetti che mi hanno colpita molto. Tutto questo l’ho raccontato nel post dedicato al fantasma di Asiago, che ha dato avvio al blog. Da allora mi sono messa alla ricerca di luoghi in Italia ma specialmente nel Veneto, la regione in cui vivo, che avessero storie affascinanti e misteriose da raccontare. Ma lo faccio in maniera spensierata (da qui il titolo del blog, Pensiero Spensierato) perché non mi metterò mai a raccontare di sedute spiritiche o cose di questo genere…Certi aspetti del mistero è meglio lasciarli dove sono. Non ho paura, solo…il mio sesto senso mi dice che è più prudente non spingersi troppo oltre.
Con questi interessi un po’ particolari (diciamo così) come scegli gli amici? E gli amici, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog che si interessa di ‘cose strane’?
Bella domanda! Non so come faccio ad avere tanti amici, anche perché di natura sono una persona abbastanza solitaria e mi piace starmene per conto mio, a fare ricerche per qualche storia che ho in mente di raccontare, e gli amici spesso non condividono. Credo che la gente apprezzi la mia compagnia perché sono schietta e un po’ pazza, e (spero) pure simpatica. Anche al lavoro sanno del blog, e anzi so che spesso viene letto. La tematica certo un po’ suggestiona, tanto che quando in corridoio si sentono degli strani rumori, i colleghi mi guardano come se si aspettassero che, trovandomi nella stanza, ci sia necessariamente un fantasma che mi segue. Riconosco di essere “diversa” da molte mie coetanee che magari impazziscono per Louis Vuitton o Balenciaga, mentre io trovo più eccitante visitare il museo della tortura, andare a San Siro (rigorosamente Curva Sud!) o al Motorshow di Bologna. Ma non posso farci nulla, sono fatta così! E vedo che la gente apprezza.
Non so se la tua passione per le storie di fantasmi et similia ha qualcosa a che fare anche con un aspetto un po’ meno evanescente, per così dire: la fede. Donata è credente? in un dio o in qualcosa che sta al di fuori di lei?
Sono credente in Dio e leggo la Bibbia, lo faccio soprattutto perché adoro l’Apocalisse, è un libro così pieno di mistero! E poi mi interessa approfondire la questione “fantasmi” anche da parte della Chiesa. La teoria cattolica non nega l’esistenza dei fantasmi, considerati frutto di qualche evento soprannaturale, ma considera l’ambito delle visioni di fantasmi, spettri e fenomeni di questo tipo come probabile opera malvagia. Ecco, a me interessa approfondire la tematica dei fantasmi e delle case stregate proprio da questo punto di vista, ed è da questo, ma non solo, che è nato Pensiero Spensierato, il mio blog dedicato al mistero nelle sue forme più…sinistre.
C’è un personaggio a cui ti senti particolarmente legata e che ha influito e influisce sulle tue scelte?
Leggendo questa domanda ho pensato subito a Dante Alighieri. Lo ammiro moltissimo, perché al di là della sua importanza nell’ambito letterario, pensate a quanto coraggio deve aver avuto a scrivere la Divina Commedia! Collocare all’inferno i potenti dell’epoca, e addirittura lo stesso Papa! Anche oggigiorno bisognerebbe avere un po’ del suo coraggio in quello che si fa, ma sempre più vedo che in Italia, ma non solo, c’è la politica dello struzzo: per paura delle proprie azioni si nasconde la testa sotto la sabbia. In un certo senso Dante influisce quotidianamente nella mia vita: come lui ho imparato a dire sempre ciò che penso, e cerco sempre di mettere in pratica e parole che Virgilio gli rivolse: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
Questa tua risposta anticipa in qualche modo la prossima domanda, dove si parla indirettamente anche di potenti e furbi d’ogni razza, purtroppo: ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
L’Italia di oggi? Meglio non rispondere! Secondo me c’è bisogno di uno scossone bello forte per capire che così facendo stiamo rovinando non solo il nostro presente e futuro prossimo, ma soprattutto il futuro di chi verrà dopo. È come se si usasse un bagno e lo si lasciasse sporco: è questo il rispetto per chi viene dopo? Scusate il paragone, ma l’Italia di oggi mi sa tanto di me**a, e il peggio è che siamo noi che la stiamo riducendo così. Che tristezza!
Anche quest’estate le cronache sono state piene di tragedie quotidiane di profughi morti a pochi passi da quella che per loro era la terra della libertà (forse non sanno come stanno effettivamente le cose o semplicemente nella loro terra si sta effettivamente peggio che da noi). Tu cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?
Non sono i cambiamenti di questo tipo che mi preoccupano. L’uomo fin da quando è sulla terra si è sempre spostato alla ricerca di un posto migliore dove stare, fa parte dell’istinto di sopravvivenza. Ciò che mi spaventa è l’intensificarsi di questi flussi: è la stessa cosa che avviene in un formicaio prima che scoppi un temporale. Le formiche corrono all’impazzata, si affrettano a guadagnare la sicurezza sotto terra, perché avvertono che qualcosa sta cambiando. Perché emigriamo così tanto adesso? Cosa sta per succedere? A cosa ci sta preparando la Terra?
Io invece mi chiedo a cosa stiamo preparando noi la Terra, visto il trattamento che le riserviamo ogni giorno. Ma ora dimmi una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Il ricordo. Penso che quello possa bastare, in questo sicuramente l’intervista darà un prezioso contributo facendomi conoscere e leggere di più... Ma se poi qualcuno prendesse una goccia di sangue e facesse si di me esperimenti del tipo Jurassic Park….ah no, non ve lo consiglio! Un’altra pazza in circolazione no!
Visto che quest’intervista va in onda alla fine dell’estate, ti chiedo: dove sei stata in vacanza quest’estate?
Vacanze….bella parola! Mi immaginavo a prendere il sole nelle spiagge di Miami Beach, o a rilassarmi alle terme di Montecatini, o ancora in giro per NewYork o a meditare in un monastero Tibetano… ma io sono uno spirito ribelle, prendo quel che viene, e lascio ciò che vuole andare! Così alla fine mi sono rilassata un mese in Val di Fassa, munita di Moleskina e Nokia, e ho girato in lungo e in largo alla ricerca di materiale per il blog. E sembra quasi impossibile aver scovato così tante cose interessanti.
E per ultima una domanda extra ma obbligatoria, se vorrai rispondere: cosa pensi di portare, come donna, nella gestione del tuo blog? Ritieni che dalla tua prospettiva le cose cambino o non vedi differenza?
Quando uno scrive non credo vi sia tanta differenza, che sia uomo o donna poco importa, l’importante è che abbia qualcosa da raccontare e sappia farlo. Forse, un po’ presuntuosamente posso dire che le donne riescono a portare un po’ di romanticismo in più rispetto ai maschietti che scrivono (qui presumo che Nick, Edu e metà Blogspot avrà qualcosa da ridire, ma le mie paladine Angie, Waterwitch e Artemisia mi difenderanno), e forse vedono le cose con un’ottica diversa. Mi vengono in mente i fantasmi: per qualcuno potrebbero essere semplicemente demoni che infestano una casa e fanno trascorrere nottate in bianco… Nel mio caso, ammetto che non solo i fantasmi non mi spaventano, ma anzi vorrei aiutarli volentieri, perché credo che se sono ancora su questo mondo c’è qualcosa di forte che li tiene ancorati qui, magari l’amore per una persona cara o il desiderio di protezione verso qualcuno. E questo per me è bellissimo. Il mio spirito si vede forse anche nella scelta dello sfondo del blog: bianco, come la purezza delle anime di cui racconto, con uccelli neri che si librano verso l’alto, liberi, spensierati e contenti.
Abbiamo concluso. Auguriamo a Donata Ginevra di trovare presto il suo Re Artù e anche il suo Lancillotto, anche se forse un ganzo ricco e giovane insieme le faciliterebbe di molto la vita. E ci lasciamo con la sua musica preferita.
TIM
(le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo e Daniele
... non sarà forse una dark lady, ma sicuramente è la prima donna–blogger a comparire nella mia pagina delle interviste. Devo ammettere di conoscere poco di lei, visto che non è molto che seguo il suo sito e che non è neanche nel mio blogroll. Ma questo non vuol dire che non trovi interessante quello che scrive e come lo fa’ (d’altra parte non si può riempire la famosa bandella laterale con tutto ciò che si segue).
Perciò immergiamoci subito nelle domande.
(avvertenza per chi legge: non cominciamo a fare le solite battutine maschiliste, che sennò vi caccio tutti fuori dal garage. E non ci facciamo riconoscere!)
Liber@discrivere. Come mai questo nick così particolare ed
evocativo? Cosa vuoi nascondere?
Chi c’è dietro al nick liber@discrivere e all’occhio spiritato che avevo scelto come avatar, poi sostituito dagli occhioni del mio micio Nerone? si nasconde Donata, una pazza scatenata nata a Padova ventinove anni fa sotto il segno dell’ariete, testarda e cocciuta come pochi. Se dovessi dare una breve descrizione di me stessa, mi definirei uno spirito ribelle, perché se c’è una cosa che detesto è stare legata al mondo annoiato che mi circonda e faccio di tutto per avere la mia liberà. Vivo per scoprire cose nuove, vado dove mi porta il vento della Natura (non dove mi porta il cuore!!), amo la lettura e la scrittura perché mi consentono di viaggiare con la mente pur rimanendo ben ancorata al terreno. Ecco perché ho scelto questo nick: dietro liber@discrivere c’è tutto il mio mondo, ci sono io, ci sono i miei sogni, le mie speranze e le mie paure.
Di secondo nome faccio Ginevra, ed è un nome che adoro, ma non è che come la regina bramo avere un marito ricco e potente (ma non vecchio!) come Artù e un amante appassionato e ganzo come Lancillotto! Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, giusto? Sono single per scelta (altrui, ma non rigiriamo il coltelin nella piaga) e ho una passione sfrenata per fantasmi, case stregate, piante carnivore, scorpioni, serpenti, pipistrelli. Sarà per questo che sono ancora single? Rido. Amo il calcio (tifosissima del Milan) e le Lamborghini. Ne possiedo due: una Diablo gialla in scala 1:35 e una Aventador nera sullo schermo del cellulare.
Solo per questo riferimento al Milan dovrei interrompere qui l’intervista! Arrivederci e grazie, è stato bello esserci conosciuti e pimm e pamm e addio! Ma sono di parola e allora andiamo avanti. Parlando di letteratura, cine-tv, musica, con cosa sei cresciuta? c’ero lo zampino della tua famiglia nelle tue scelte?
Sono cresciuta negli anni ’80, quindi con i programmi tv, i film e la musica di quell’epoca: ricordo Happy Days, Giochi senza frontiere e soprattutto l’Almanacco del giorno dopo, con la sua sigla che ancor oggi quando la sento mi vengono le lacrime agli occhi perché tanto tempo è passato. Ricordo i cartoni animati di Bim Bum Bam: quelli sì che erano cartoni, non quelli di oggi che sono un’accozzaglia di violenza e stupidaggini. Guardavo poca tv, questo lo ammetto: trascorrevo le mie giornate a leggere e scrivere, ma soprattutto a leggere. A casa ho montagne di libri accatastati ovunque, e non ho il coraggio di buttar via nulla… ho ancora i libri di scuola delle elementari! Prima o poi quelle montagne crolleranno e allora verranno a cercare le mie povere ossa sotto l’enciclopedia dantesca che con tanta fatica (e soldi) ho messo assieme o sotto la storia generale della letteratura italiana che gelosamente conservo. La mia famiglia ha sempre appoggiato le mie scelte, anzi le ha incoraggiate. I miei genitori sono soliti ripetere che “i soldi meglio spesi sono quelli per i libri”, perché dei libri resta sempre qualcosa, e leggere è la vera medicina della mente. Così mi hanno sempre appoggiata, anche e soprattutto nella scelta della facoltà universitaria: sono laureata in lettere moderne, e ho una specializzazione in filologia medievale, perché adoro il medioevo in tutte le sue forme. Ho scelto questa facoltà perché avrei voluto insegnare, e difatti di questi tempi è la scelta davvero migliore ^__^, e loro hanno sempre appoggiato la mia scelta, anche se rischiosa dal punto di vista del mio futuro economico. Oggi non insegno, ed è un peccato perchè adoro i bambini, ma ringraziando il cielo ho trovato un ottimo impiego nell’ambito della comunicazione, e questo per me è fantastico, perché difficilmente si riesce a trovare un lavoro che piace davvero.
Ora che hai realizzato, almeno in un certo qual modo, le tue aspirazioni, hai cambiato le tue preferenze?
Sono cresciuta, ma pur crescendo i miei gusti sono rimasti tali. Continuo a guardare poca tv perché quella che fanno non so se si possa davvero definire tv, a parte qualche (rara) eccezione, ascolto molta musica di tutti i generi, suono il pianoforte, ma soprattutto leggo, leggo, leggo! Ho letto, e leggo, di tutto: dai saggi letterari a classici italiani o latini, da libri d’esoterismo ai romanzi di fantascienza rubati a mio papà, dai gialli (indimenticabili quelli di Agatha Christie) ai romanzi horror, dalle riviste di arredamento ai manuali di cucina della mamma e per finire leggo le guide turistiche. Tante volte le sfoglio quasi per scommessa, e ogni volta scopro qualche luogo che mi vien voglia di visitare. E poi scrivo. Ero partita con delle poesie che pubblicavo sul sito liberodiscrivere, poi per mancanza di tempo e anche perché la frequenza all’università mi prendeva troppo tempo, ho abbandonato il sito, ma la passione per la scrittura non è mai venuta meno. Ho scritto diversi racconti, mai pubblicati, ma è ora che qualcosa esca, altrimenti non ha senso scrivere per se stessi: non va bene essere egoisti! Ho aperto il blog anche per questo motivo, e se da marzo a oggi ho totalizzato tante visite beh vuol dire che qualche capacità ce l’ho, ed è ora di metterla a frutto!
Penso proprio che tu abbia ragione. Spesso mi chiedo perché scrivo, se poi nessuno mi legge o a nessuno interessa e/o piace quello che scrivo. Ma poi mi dico che se scrivo è perché mi piace farlo e mettere la parola fine ad una storia da’ sempre una certa soddisfazione. Ma torniamo alla signora dei fantasmi (parole tue!) e cambiamo argomento: ti piace il posto sei cresciuta o vivi adesso? E come ti ha influenzato?
Sono nata a Padova, ma sono di origine bresciana, e ci tengo a sottolinearlo. Mi piace molto la mia terra, è una terra piena di storia e cultura, e adoro girare e informarmi su ciò che mi circonda. Devo ammettere però che i padovani sono piuttosto “chiusi” caratterialmente: non parlano mai di loro spontanea volontà, si chiudono in un clima quasi omertoso che di certo non aiuta, ma non mi abbatto di fronte a nulla. Da brava ariete, continuo a dare cornate alle porte finché queste non si aprono. Due sono le soluzioni: o si aprono le porte, o mi rompo la testa io. Finora però hanno ceduto sempre le porte…Così di fronte ai rifiuti della gente di svelare i propri segreti io ho continuato imperterrita per la mia strada, scavando nella storia per portare alla luce ciò che mi interessa. Questo si vede, credo, soprattutto nei post che scrivo. Non mi limito a dare la notizia in sé, ma mi piace andare a fondo della faccenda, scovare cose nuove, inedite, e informarmi, girare, chiedere. Certo, la tematica del mio blog, interamente dedicata al mistero in tutte le sue forme, di per sé incontra tante difficoltà, perché la gente spesso non parla volentieri di fantasmi e case stregate e cose simili, ma proprio per questo la ricerca si fa interessante e quando so di aver in mano una storia succulenta da raccontare….beh sono peggio d’un carro armato!
La tua famiglia si interessa a quello che fai oggi?
La mia famiglia sa che ho un blog, e spesso lo leggono. La sola cosa che non comprendono è il motivo per cui ho scelto proprio questa tematica. Mia mamma infatti dice spesso che avrei potuto cimentarmi in un blog di ricette, ma… con i fantasmi c’è più gusto! Anche se spesso certe storie di cui vengo a conoscenza sono davvero troppo “particolari” e anche io capisco che è meglio non raccontare nulla…Tutto quello che riguarda questi argomenti per me ha un fascino tremendo…tante volte mi trovo a voler visitare un luogo e descriverlo solo perché so che dietro a quel posto c’è una storia particolare da raccontare. Non ho mai visto un fantasma, questo è vero, ma tante volte mi capita di visitare dei luoghi o trovarmi in altri spazi, e avvertire qualcosa di “strano” nell’atmosfera…così, apparentemente senza motivo. Mi sento osservata, sento di non esser sola, e poi scopro che quel posto che mi suscita queste emozioni strane è stato in effetti oggetto di qualche evento particolare. È questo che è successo ad Asiago qualche anno fa, quando giunta davanti a una casa ho provato una stranissima sensazione, e investigando sono venute alla luce alcuni aspetti che mi hanno colpita molto. Tutto questo l’ho raccontato nel post dedicato al fantasma di Asiago, che ha dato avvio al blog. Da allora mi sono messa alla ricerca di luoghi in Italia ma specialmente nel Veneto, la regione in cui vivo, che avessero storie affascinanti e misteriose da raccontare. Ma lo faccio in maniera spensierata (da qui il titolo del blog, Pensiero Spensierato) perché non mi metterò mai a raccontare di sedute spiritiche o cose di questo genere…Certi aspetti del mistero è meglio lasciarli dove sono. Non ho paura, solo…il mio sesto senso mi dice che è più prudente non spingersi troppo oltre.
Con questi interessi un po’ particolari (diciamo così) come scegli gli amici? E gli amici, i colleghi di lavoro, condividono i tuoi stessi interessi, conoscono la tua passione per la scrittura o sanno che gestisci un blog che si interessa di ‘cose strane’?
Bella domanda! Non so come faccio ad avere tanti amici, anche perché di natura sono una persona abbastanza solitaria e mi piace starmene per conto mio, a fare ricerche per qualche storia che ho in mente di raccontare, e gli amici spesso non condividono. Credo che la gente apprezzi la mia compagnia perché sono schietta e un po’ pazza, e (spero) pure simpatica. Anche al lavoro sanno del blog, e anzi so che spesso viene letto. La tematica certo un po’ suggestiona, tanto che quando in corridoio si sentono degli strani rumori, i colleghi mi guardano come se si aspettassero che, trovandomi nella stanza, ci sia necessariamente un fantasma che mi segue. Riconosco di essere “diversa” da molte mie coetanee che magari impazziscono per Louis Vuitton o Balenciaga, mentre io trovo più eccitante visitare il museo della tortura, andare a San Siro (rigorosamente Curva Sud!) o al Motorshow di Bologna. Ma non posso farci nulla, sono fatta così! E vedo che la gente apprezza.
Non so se la tua passione per le storie di fantasmi et similia ha qualcosa a che fare anche con un aspetto un po’ meno evanescente, per così dire: la fede. Donata è credente? in un dio o in qualcosa che sta al di fuori di lei?
Sono credente in Dio e leggo la Bibbia, lo faccio soprattutto perché adoro l’Apocalisse, è un libro così pieno di mistero! E poi mi interessa approfondire la questione “fantasmi” anche da parte della Chiesa. La teoria cattolica non nega l’esistenza dei fantasmi, considerati frutto di qualche evento soprannaturale, ma considera l’ambito delle visioni di fantasmi, spettri e fenomeni di questo tipo come probabile opera malvagia. Ecco, a me interessa approfondire la tematica dei fantasmi e delle case stregate proprio da questo punto di vista, ed è da questo, ma non solo, che è nato Pensiero Spensierato, il mio blog dedicato al mistero nelle sue forme più…sinistre.
C’è un personaggio a cui ti senti particolarmente legata e che ha influito e influisce sulle tue scelte?
Leggendo questa domanda ho pensato subito a Dante Alighieri. Lo ammiro moltissimo, perché al di là della sua importanza nell’ambito letterario, pensate a quanto coraggio deve aver avuto a scrivere la Divina Commedia! Collocare all’inferno i potenti dell’epoca, e addirittura lo stesso Papa! Anche oggigiorno bisognerebbe avere un po’ del suo coraggio in quello che si fa, ma sempre più vedo che in Italia, ma non solo, c’è la politica dello struzzo: per paura delle proprie azioni si nasconde la testa sotto la sabbia. In un certo senso Dante influisce quotidianamente nella mia vita: come lui ho imparato a dire sempre ciò che penso, e cerco sempre di mettere in pratica e parole che Virgilio gli rivolse: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”.
Questa tua risposta anticipa in qualche modo la prossima domanda, dove si parla indirettamente anche di potenti e furbi d’ogni razza, purtroppo: ti piace l’Italia oggi? quali sono i suoi pregi, i difetti, le potenzialità?
L’Italia di oggi? Meglio non rispondere! Secondo me c’è bisogno di uno scossone bello forte per capire che così facendo stiamo rovinando non solo il nostro presente e futuro prossimo, ma soprattutto il futuro di chi verrà dopo. È come se si usasse un bagno e lo si lasciasse sporco: è questo il rispetto per chi viene dopo? Scusate il paragone, ma l’Italia di oggi mi sa tanto di me**a, e il peggio è che siamo noi che la stiamo riducendo così. Che tristezza!
Anche quest’estate le cronache sono state piene di tragedie quotidiane di profughi morti a pochi passi da quella che per loro era la terra della libertà (forse non sanno come stanno effettivamente le cose o semplicemente nella loro terra si sta effettivamente peggio che da noi). Tu cosa pensi dei flussi migratori che negli ultimi venti anni stanno cambiando gli equilibri culturali, sociali e politici d’Italia e d’Europa?
Non sono i cambiamenti di questo tipo che mi preoccupano. L’uomo fin da quando è sulla terra si è sempre spostato alla ricerca di un posto migliore dove stare, fa parte dell’istinto di sopravvivenza. Ciò che mi spaventa è l’intensificarsi di questi flussi: è la stessa cosa che avviene in un formicaio prima che scoppi un temporale. Le formiche corrono all’impazzata, si affrettano a guadagnare la sicurezza sotto terra, perché avvertono che qualcosa sta cambiando. Perché emigriamo così tanto adesso? Cosa sta per succedere? A cosa ci sta preparando la Terra?
Io invece mi chiedo a cosa stiamo preparando noi la Terra, visto il trattamento che le riserviamo ogni giorno. Ma ora dimmi una cosa, una qualunque, che vorresti restasse di te.
Il ricordo. Penso che quello possa bastare, in questo sicuramente l’intervista darà un prezioso contributo facendomi conoscere e leggere di più... Ma se poi qualcuno prendesse una goccia di sangue e facesse si di me esperimenti del tipo Jurassic Park….ah no, non ve lo consiglio! Un’altra pazza in circolazione no!
Visto che quest’intervista va in onda alla fine dell’estate, ti chiedo: dove sei stata in vacanza quest’estate?
Vacanze….bella parola! Mi immaginavo a prendere il sole nelle spiagge di Miami Beach, o a rilassarmi alle terme di Montecatini, o ancora in giro per NewYork o a meditare in un monastero Tibetano… ma io sono uno spirito ribelle, prendo quel che viene, e lascio ciò che vuole andare! Così alla fine mi sono rilassata un mese in Val di Fassa, munita di Moleskina e Nokia, e ho girato in lungo e in largo alla ricerca di materiale per il blog. E sembra quasi impossibile aver scovato così tante cose interessanti.
E per ultima una domanda extra ma obbligatoria, se vorrai rispondere: cosa pensi di portare, come donna, nella gestione del tuo blog? Ritieni che dalla tua prospettiva le cose cambino o non vedi differenza?
Quando uno scrive non credo vi sia tanta differenza, che sia uomo o donna poco importa, l’importante è che abbia qualcosa da raccontare e sappia farlo. Forse, un po’ presuntuosamente posso dire che le donne riescono a portare un po’ di romanticismo in più rispetto ai maschietti che scrivono (qui presumo che Nick, Edu e metà Blogspot avrà qualcosa da ridire, ma le mie paladine Angie, Waterwitch e Artemisia mi difenderanno), e forse vedono le cose con un’ottica diversa. Mi vengono in mente i fantasmi: per qualcuno potrebbero essere semplicemente demoni che infestano una casa e fanno trascorrere nottate in bianco… Nel mio caso, ammetto che non solo i fantasmi non mi spaventano, ma anzi vorrei aiutarli volentieri, perché credo che se sono ancora su questo mondo c’è qualcosa di forte che li tiene ancorati qui, magari l’amore per una persona cara o il desiderio di protezione verso qualcuno. E questo per me è bellissimo. Il mio spirito si vede forse anche nella scelta dello sfondo del blog: bianco, come la purezza delle anime di cui racconto, con uccelli neri che si librano verso l’alto, liberi, spensierati e contenti.
Abbiamo concluso. Auguriamo a Donata Ginevra di trovare presto il suo Re Artù e anche il suo Lancillotto, anche se forse un ganzo ricco e giovane insieme le faciliterebbe di molto la vita. E ci lasciamo con la sua musica preferita.
TIM
(le altre interviste possibili: Nick, Simone M., Glauco, Alex, Edu, Ariano, Elvezio, Luca, Gelostellato, Enzo, Davide, Gianluca, Ferruccio, Angelo e Daniele
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Avete solo due minuti?
Breve post, questa mattina, anche perché tra stasera e domani ci sarà una piccola sorpresa che spero risulterà gradita.
Altra segnalazione un po' più personale. Dopo il mio post di lunedì, in cui mettevo a disposizione di chi volesse alcuni piccoli e insignificanti lavori risalenti a molti anni fa, è venuto fuori uno scambio con Ariano, che in qualche modo era stato l'ispiratore di questo gioco letterario. Così lui mi ha fatto dono di una sua storia di carattere poliziesco di una quarantina di pagine, e io gli ho mandato due minuscoli frammenti senza trama ben precisa nati molto tempo fa. Questo scambio, oltre ad essere bello e interessante perché riafferma a mio modo di vedere che le storie non sono di chi le scrive ma appartengono a tutti, sempre, mi da, egoisticamente, l'opportunità di vedere come si lavora su una storia, imparando da qualcuno che io ammiro sinceramente e a cui riconosco doti di scribacchino molto più che a tanti scrittori affermati (devo fare qualche nome?).
Questo è tutto. A stasera. Forse.
TIM
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Avevo già segnalato l'iniziativa di Angelo Benuzzi che caldeggia la nascita di un'armata in difesa e per la rinascita della SF italiana, iniziativa lodevole a cui probabilmente aderirò ma come semplice spettatore, non avendo la preparazione culturale per supportare dibattiti o proporre temi. Ho sempre detto di essere un lettore di fantascienza, avido e appassionato finché si vuole, ma pur sempre solo un lettore.
Oggi voglio segnalare una prima chiamata alle armi sull'argomento di Sekhemty, il quale si mette di buona volontà e fa alcune proposte su quale potrebbe essere il supporto web su cui questo nuovo esercito potrebbe affilare le armi e scendere in battaglia.Altra segnalazione un po' più personale. Dopo il mio post di lunedì, in cui mettevo a disposizione di chi volesse alcuni piccoli e insignificanti lavori risalenti a molti anni fa, è venuto fuori uno scambio con Ariano, che in qualche modo era stato l'ispiratore di questo gioco letterario. Così lui mi ha fatto dono di una sua storia di carattere poliziesco di una quarantina di pagine, e io gli ho mandato due minuscoli frammenti senza trama ben precisa nati molto tempo fa. Questo scambio, oltre ad essere bello e interessante perché riafferma a mio modo di vedere che le storie non sono di chi le scrive ma appartengono a tutti, sempre, mi da, egoisticamente, l'opportunità di vedere come si lavora su una storia, imparando da qualcuno che io ammiro sinceramente e a cui riconosco doti di scribacchino molto più che a tanti scrittori affermati (devo fare qualche nome?).
Questo è tutto. A stasera. Forse.
TIM
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